OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Mutante

Mutante
olio su tela, tracce organiche su tela interrata, colla di coniglio, olio su tela
160x120

Barbara Visciano

nato/a a Livorno
residenza di lavoro/studio: FAUGLIA, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2025

http://www.barbaravisciano.it


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Descrizione Opera / Biografia


Mutante nasce da un atto di abbandono controllato: un tessuto interrato accoglie, senza interventi, l’umidità, le foglie e gli organismi del terreno, imprimendo segni organici e mutazioni cromatiche. Dissotterrato dopo settimane, il supporto – trattato con colla di coniglio e dipinto a olio – conserva le tracce indelebili di questo processo, rivelando forme che emergono quasi per volontà autonoma della materia.
L’opera esplora la dialettica tra controllo e caos, tra gesto intenzionale e azione del “fuori campo” naturale. Le superfici stratificate e i rilievi evanescenti evocano organismi in trasformazione, cicli di vita e di morte, dinamiche di resilienza ecologica. Ogni segno racconta il tempo che consuma e rigenera, invitando lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra uomo e ambiente.
Mutante si configura come mappa di metamorfosi silenziosa: un invito a riconoscere nella materia – lasciata libera di autodeterminarsi – la capacità di raccontare storie di adattamento, fragilità e rinascita. In questo dialogo tra arte e natura, l’opera diventa testimonianza di un processo in continua evoluzione.
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Da oltre vent’anni mi dedico alla pittura, esplorando inizialmente il linguaggio figurativo per poi lasciarmi sempre più guidare dai materiali e dai processi naturali. Negli ultimi quindici anni ho avuto il privilegio di approfondire il mio percorso accanto al maestro Angelo Foschini, che ha saputo stimolare in me un dialogo costante fra gesto pittorico e materia.
I miei lavori nascono spesso da un’azione di “abbandono controllato”: interro il tessuto, lascio che umidità, foglie e piccoli organismi del suolo vi imprimano i loro segni, per poi fissare il risultato con colla di coniglio e dipingere a olio seguendo le tracce organiche. Questo metodo ha dato forma a un corpo di opere in cui si mescolano memoria, trasformazione e tensione fra ordine e caos.
Negli ultimi anni il mio interesse si è spostato dal figurativo a un’espressione sempre più astratta, lasciando che le superfici emergano quasi autonomamente. Oggi i miei dipinti fanno parte di collezioni private in diverse città europee, e continuo a cercare nuove vie per mettere in dialogo la forza del gesto umano con la voce silenziosa della natura.