Descrizione Opera / Biografia
Glowing Biome è un progetto sviluppato da Italia Bruno e Federico Niccolai che esplora la percezione dell’evoluzione come processo non lineare, non finalistico e non predeterminato.
I concetti di natura e di naturale hanno subito profondi cambiamenti negli ultimi decenni, influenzati dalla rivoluzione digitale, dalla crisi climatica e dalle nuove sensibilità queer.
Allo stesso tempo, il nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda rende sempre più inaccettabile lo sfruttamento delle risorse e l’intervento umano nel mondo naturale.
Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, sia in campo scientifico che umanistico, ci permettono
di intravedere, se non di accedere, a nuove forme di umanità. Come influisce questo sul nostro rapporto con la natura?
PROGETTO
Il progetto è costituito da una componente fisica e una digitale.
L’ambiente virtuale funge da terreno di sperimentazione con forme vegetali e animali, più o meno simili a quelle che troviamo negli ecosistemi odierni. Questi esseri viventi sono stati inizialmente creati come maquette utilizzando argilla e altri materiali, quindi scansionati in 3D e ottimizzati per essere integrati nel bioma digitale. Allo stesso modo, i paesaggi sonori associati a ciascuna creatura sono stati registrati dal vivo e incorporati come audio spaziale 3D.
L’applicazione per PC che abbiamo sviluppato permette agli utenti di esplorare liberamente in prima persona l’ambiente virtuale come in un videogioco open world. Come sempre, studiare o anche solo osservare un fenomeno naturale lo altera inevitabilmente; in questo modo, le forme di vita iniziali si comportano in base all’interazione dell’utente.
TEMA
All’interno del progetto, troviamo creature create da noi e, in quanto esseri umani, portiamo con noi pregiudizi su come può essere composto un ecosistema. Questo rivela già uno dei tanti pregiudizi che modellano il nostro rapporto con ciò che percepiamo come ambiente naturale. L’utente non sa ancora come sia fatto e a quali specie appartenga.
Le forme di vita qui contenute si comporterebbero in modo diverso, ma il loro cambiamento è influenzato dalla posizione dell’esploratore, che non ha limiti nell’alterare quello che è anche il suo ambiente naturale.
Siamo parte di questo mondo e, vivendo, non possiamo esimerci dall’essere parte dell’ecosistema. Possiamo solo scegliere come agire e assumerci la responsabilità delle nostre azioni.
È una responsabilità che non possiamo evitare, eppure non esiste una soluzione definitiva a questa situazione, se non quella di cercare di ridurre al minimo l’intervento umano sulla natura. In ogni caso, lo studio della natura è essenziale per comprendere le infinite relazioni tra gli ecosistemi e gli esseri che ne fanno parte. Questo studio può avvenire in modo scientifico, ma anche attraverso l’esplorazione ludica, la connessione emotiva o varie forme di sensibilità.
L’aspetto visivo del mondo trae ispirazione non solo da alcuni biomi esistenti, ma anche dall’estetica queer, elemento fondamentale del nostro lavoro.
Il termine queer riconosce l’impossibilità di dividere il mondo in categorie rigide o di strutturare la società sulla base di presupposti falsi e semplicistici. Un approccio queer all’ecologia ci porta a trascendere la divisione uomo/natura, ammorbidendone i confini e collegando l’umano con tutto ciò che non è umano.
Oggi più che mai dobbiamo considerare la complessità della natura e adottare un nuovo modo di percepire l’ambiente come parte di noi e della nostra esistenza sulla Terra.
Le nuove sensibilità, che stiamo imparando a conoscere e a riconoscere, ci rivelano quotidianamente la diversità e la complessità presenti sia nella nostra società sia nella natura. Ciò solleva la questione se questi due aspetti (società e natura) siano separabili.
Solo riformulando il concetto di “naturale”, che attualmente comprende tutto ciò che è legato allo stile di vita umano tradizionale e normato, possiamo renderci conto di quanto siano complesse e varie le relazioni tra gli esseri viventi.
Il progetto è un continuo work in progress, volto a migliorarne la funzionalità a livello tecnico e ad aumentarne la complessità e la profondità.
SPECIFICHE TECNICHE
Glowing Biome è un istallazione flessibile e modulare, adattabile allo spazio espositivo.
I requisiti minimi per l’allestimento sono
- uno schermo o un proiettore;
- un computer per eseguire l’applicazione;
- un sistema audio;
MOSTRE
2025 - Arse Elektronika, Semperdepot, Wien, Austria;
2024 - Kaugummi im Motherboard 2.0, Gr_und, Erratum Galley, Berlin, German;
2024 - MFA, Accademia di Belle Arti di Firenze, Italy;
PUBLICAZIONI E TALK
2025 - Glowing Biome, Arse Elektronika, curated by Monochrom, Semperdepot, Vienna, Austria;
2025 - Under my skin, Osservatorio Maree, curated by Lucreazia Caliani;
BIO
I. Bruno: Graficə e artista 2D, membro del collettivo curatoriale DFTM (Don’t Feed The Monster).
F. Niccolai: Ricercatore e artista XR, membro del progetto performativo multimediale Teogonia.