Artwork description / Biography
THE WAR, MOPI#22 della serie My Own Private Icons, in questi tempi di grandi conflitti, ci invita a riflettere sul senso profondo della relazione. Relazione con l’altro ma anche con le varie parti di noi stessi. Nel quadro le due figure si guardano, si intendono, si fronteggiano, si identificano. I due esseri sono separati ma anche uniti, si compenetrano, potrebbero star lottando ma anche inscenando una danza sacra, catartica.
L’immagine ci spinge a guardare l’altro per capire chi siamo, per scoprire la complementarietà con ciò che è diverso da noi. Un ciclo siamo vittime, un ciclo siamo carnefici, “un ciclo macellai, un ciclo macellati”.
In quella parte della relazione che si manifesta come spazio di lotta, come “campo di battaglia”, come luogo di attrito possiamo trovare una nuova via per la comprensione.
Jacopo Sbolci, architetto per formazione, guidato dall’interesse per le filosofie orientali, ha avviato un percorso artistico e personale di evoluzione interiore e ritorno all’essenza, in cui la pittura e la ceramica, ispirate a mondi arcaici, primitivi e alle forme naturali, svolgono un ruolo primario.