Descrizione Opera / Biografia
La mia pratica artistica nasce dall’esigenza di interrogare il peso delle cose – non solo in senso fisico, ma simbolico ed esistenziale. Al centro della mia ricerca si trova la leggerezza, intesa come desiderio di elevazione, di superamento dei limiti ineluttabili della condizione umana. È un’aspirazione che inseguo attraverso la pittura, la fotografia e la videoarte, alla ricerca di uno spazio in cui l’essere possa farsi più lieve ed elevarsi al di sopra dei suoi confini. La leggerezza, nel mio lavoro, si manifesta quindi come una condizione di soglia: fragile, intermittente, sospesa tra presenza e assenza. È una promessa che, talvolta, rimane in bilico, senza compiersi mai del tutto.
L’opera appartiene alla mia serie più recente, ”Nessun limite, nemmeno il cielo”, un progetto in cui indago il desiderio profondo di trascendere i propri confini, fisici e simbolici, per tendere verso una dimensione di elevazione. Il corpo sospeso, derivato da autoritratti, si fa emblema visivo di tale tensione interiore: figure che si spingono fino ai margini della superficie pittorica, come se lo spazio della tela non potesse più contenerne l’impulso ascensionale, né arrestarne il moto. La tela grezza che le ospita non è un semplice supporto, ma uno spazio sospeso, un luogo altro. È il palcoscenico su cui la scena si rivela come un fermo immagine, un frammento strappato al flusso continuo dell’esistenza. La sua interruzione svela la fragile struttura latente della realtà. L’azzurro che la attraversa amplifica questa sospensione, evocando un cielo mentale, un altrove indefinito dove i confini si fanno incerti e, anche solo per un istante, le cose smettono di cadere.
| Biografia
Luigi Di Fabio, nato a Termoli nel 1998, ha studiato Pittura all’Accademia di Brera e ha conseguito un master presso l’Università Cattolica di Milano. La sua ricerca artistica esplora la leggerezza come veicolo di superamento dei limiti della condizione umana, concentrandosi sull’instabilità e la transitorietà dell’esistenza. In un gioco tra peso e sospensione, concretezza e desiderio di fuga, l’artista costruisce un’immagine poetica di una realtà sfuggente, fatta di fragilità e di una continua tensione verso il superamento di sé.
Nel 2024 vince il primo premio alla XVIII edizione del Premio Morlotti/Imbersago. Attualmente rappresentato da ArcGallery di Monza, nel 2026 sarà protagonista di una mostra personale presso LeoGalleries e nello stesso anno esporrà al Museo della Permanente di Milano. Tra le collettive recenti: Trasformazioni (Castello di Vigevano, 2023), Trame (Castello Visconteo di Legnano, 2023), ISTANTANEA (Spazio CAM, Milano, 2023). Nel 2027 terrà la personale Humana Conditio al Castello Svevo di Termoli.