OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | ”Mantello dolce casa”

”Mantello dolce casa”
mixed media, textile art, fronte: coperta in ciniglia, piume di carta
152x127 cm

Simona Saggion

nato/a a Zevio
residenza di lavoro/studio: Bologna, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2025


Under 35

https://www.tuttequellecose.com/sono-unartista-mi-sento-unarcheologa/


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”Mantello dolce casa”
mixed media - libro d’artista, carta e foam
30x40 cm

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”Mantello dolce casa”
mixed media - libro d’artista, carta e foam
30x40 cm

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE OPERA:
La base in tessuto di questo lavoro è una coperta nera che usavamo mia mamma, io e mia sorella da bambine per dormire i pomeriggi tutte insieme sul divano e mentre noi ci stavamo addormentando mio papà leggeva ad alta voce una favola. Quando ci alzavamo dopo il pisolino mia mamma preparava la merenda e mio papà giocava con noi utilizzando un libro che ancora oggi conservo che si intitola: “Quando fuori piove”. E’ un libro che porto sempre con me e che propone attività ludiche ed educative per l’età dell’infanzia. Questo libro è diventato la mia fonte di riflessione e ispirazione per i miei lavori artistici e anche in questo caso ho connesso riflessioni personali e spunti che mi arrivano da questo testo. Per realizzare quest’opera ho quindi utilizzato la coperta nera che mia mamma ha conservato e ho unito l’idea delle piume fatte di carta che mio papà realizzava come decorazioni per vestiti, copricapi e ventagli per i nostri giochi.
Ho inoltre stampato a colori su carta una riproduzione di una foto di una piuma di picchio che mio papà aveva trovato con cui ho realizzato le ali di carta nella parte esterna della coperta che si è così trasformata in un
mantello rievocando i giochi d’infanzia. Nella parte interna ho realizzato un cielo di stelle argento con fili di cotone e una casetta/costellazione inventata da me per richiamare il concetto di interno come spazio famigliare che si proietta in un cielo di possibilità astrologiche ed un esterno con le ali di carta come spazio famigliare che ti dà gli strumenti per poter volare ed entrare a far parte della società-comunità.
BIOGRAFIA:
Mi chiamo Simona Saggion, classe 1991, nata a Zevio, vivo e lavoro a Bologna. Laureata all’accademia di belle arti di Bologna.
Sono un’artista multi-disciplinare, lavoro con la fotografia, con il disegno e la pittura, utilizzo il cucito e realizzo libri d’artista. Gli sketchbook che creo sono una parte importante per lo sviluppo dell’intero progetto e accompagno ogni lavoro con uno specifico libro d’artista che realizzo in diversi modi con differenti materiali. Inoltre la scenografia e l’installazione sono parti fondamentali per le esposizioni finali dei miei lavori.
Le storie che racconto sono momenti che ricordo di aver vissuto e ricostruzioni di giochi che facevo da bambina. Realizzo questo passaggio attraverso il processo artistico concettuale. Sono memorie d’infanzia sospese nello spazio liminale della mente. La mia ricerca verte sulla rievocazione del ricordo e la linea tesa dell’oblio. Una lacerazione che il processo artistico rammenda delineandone un possibile equilibrio. I miei lavori scavano nel rapporto che esiste tra infanzia-passato ed età adulta-presente: la narrazione per elementi plasma un futuro che trova un senso nell’equilibrio mentale.
Ogni immagine richiama quella successiva, ogni lavoro quello dopo.
Creo uno spazio di intersezione in cui la riflessione, scaturita da ricerche in ambito psicologico, astrologico ed esoterico è costituita da relazioni in cui la stratificazione pone in rapporto diversi elementi:
infanzia/gioco – adulto/ricordo – magia/realtà. Metto in scena delle situazioni reali che interpreto attraverso un processo artistico per dare un senso alla vita vissuta.
Quando sei bambino il quotidiano è magico, ma da adulti?
Come creiamo l’equilibrio psicologico tra quel vissuto e adulti che ricordano?
In conclusione scavo come un’archeologa-ricercatrice nella mitologia simbolica della mia famiglia e della mia vita e quando provo a stare in quest’equilibrio, cercando di ricostruire la mia identità, inciampare è facile.