Descrizione Opera / Biografia
Simone Brandi affina negli anni uno stile unico che, partendo da un acuto e spiccato studio della anatomia umana, giunge ad una ritrattistica essenziale dove il candore aggredisce le figure sottraendo loro colore, senza però rinunciare alle ombre e ai volumi, in un grande inganno percettivo a tratti contraddittorio. Sterminata la produzione di disegni che vedono nei Bagnanti il soggetto più ricorrente e ricercato. Presenti, a livello di indagine, anche marine e paesaggi urbani (sempre tratti dalla realtà locale e circostante), partendo da istantanee fotografiche e piene di luce. Progressivamente la tecnica si concentra su acrilici di notevoli dimensioni, con persone ritratte quasi a grandezza naturale, dove l’Artista sceglie di non dipingere buona parte dello spazio disponibile, lasciando risaltare ed emergere il bianco dello sfondo, senza completare volutamente contorni e bordi. Già, il bianco come colore protagonista, punto neutro di partenza e di arrivo, sole del mondo visibile e sipario su quello invisibile, modus scelto per eliminare connotazioni e identità specifiche. La ricerca artistica di Brandi si concentra infatti sul tentativo di far convivere la realtà rappresentata con quella concreta della tela, esplicitando la natura artificiale e illusoria della pittura, svelandone processi e costruzioni cromatiche, i suoi dipinti sono quindi la somma di azione e sottrazione pittorica. Brandi conferma nelle sue opere un marcato interesse plastico: gente e luoghi comuni, imperfetti ed anonimi. Ogni dipinto documenta l’atto voyeuristico di chi dipinge osservando la realtà. I personaggi dialogano e si scontrano con la superficie della tela, fino a trovare con essa un equilibrio di pieni e di vuoti; un mondo singolare quello di Simone Brandi ricco di sottrazioni cromatiche ed al contempo di pennellate sicure, rapide, ben ponderate, con l’obiettivo di fare affiorare dal nulla esseri viventi e luoghi realistici.