Artwork description / Biography
L’opera fa riferimento alla crisi ambientale e allo sfruttamento delle risorse, presentando un cumulo di detriti composto da attrezzi per il nuoto per salvamento – disciplina che imita molto da vicino le azioni di salvataggio svolte per trarre in salvo bagnanti in difficoltà - ma che in questo caso restano fini a loro stessi, ancore di salvezza inutili. Rifiuti di cui non sappiamo che fare e dove nascondere sono diventati vere e proprie montagne da dove chi è sopravvissuto guarda a quel che resta cercando di trovare ulteriori elementi da arraffare, in una vera e propria gara all’ultima risorsa. L’opera è parte della serie Pools.
Sofia Fresia (Genova, 1992) vive e lavora tra l’alta Val Bormida e Torino, dove ha frequentato l’Accademia Albertina di Belle Arti. Agonista di nuoto ed escursionista viaggiatrice, nei suoi lavori
a sfondo autobiografico si interessa alle problematiche ambientali e al rapporto tra l’individuo e le aspettative sociali. Negli ultimi anni ha preso parte a diverse residenze (tra cui NAHR, VIR Viafarini-in-residence, Casa Walser, ALA, Paratissima), premi d’arte e collaborato con realtà aziendali e museali.