OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | bambin* sperdut*

bambin* sperdut*
installazione video, televisore portatile
27 x 18 cm

Agnese Oprandi

nato/a a Brescia BS
residenza di lavoro/studio: Bologna, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2025


Under 35

https://gelateriasognidighiaccio.com/


visualizzazioni: 495

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Descrizione Opera / Biografia


Biografia:
Agnese Oprandi (Brescia, 2000) è un’artista visiva italiana che lavora e vive a Bergamo e Bologna, è attualmente iscritta al biennio in arti visive all’accademia di belle arti di Bologna.
Il suo lavoro si avvale di un forte utilizzo sperimentativo della video arte e del cinema di prossimità. La sua ricerca si basa sulla decostruzione del trauma generazionale, della nostalgia e del malessere sociale, Oprandi analizza le sensazioni intangibili comuni in questi stati viscerali di sconforto, traducendole nelle sue opere attraverso riprese sperimentali, ibridazioni installative e performance.
Attualmente fa parte del collettivo e galleria Gelateria Sogni di Ghiaccio con sede a Bologna, ed è impegnata con una collaborazione video con l’artista Vittoria Chierici.

Descrizione opera:
BAMBIN* SPERDUT*
In questa installazione video, Agnese Oprandi riflette sulla nostalgia, sul perdersi e sul ripetersi ciclico delle emozioni, in un loop che sembra non avere fine.
L’artista utilizza una videocamera del 2009, la stessa che possedeva da bambina, per registrare nuove immagini cariche di memoria affettiva. Il video viene poi riprodotto su un piccolo televisore portatile, identico a quello che la sua famiglia portava in camper durante le vacanze. Oggetti concreti e simbolici, che evocano un’infanzia specifica ma condivisibile, diventano dispositivi poetici attraverso cui leggere un tempo passato.
Nel corso della ricerca, Oprandi scopre che quel modello di televisore veniva prodotto in serie e distribuito sotto diversi marchi. Questo dettaglio la porta a un gesto significativo: cancellare il logo originale e sostituirlo con il proprio, in un atto di appropriazione e re-significazione dell’oggetto.
Nel video, l’artista appare avvolta in una pelle di volpe, richiamando l’immaginario dei “bambini sperduti” di Peter Pan, spesso ritratti in pigiami da animali. Il gesto che compie è ripetitivo e sospeso: si avvicina a una maschera, ma non la rimuove mai completamente. La ripone con cura, in un rituale che racconta la tensione verso l’autenticità, mai del tutto raggiunta.
Il titolo dell’opera, bambin* sperdut*, impiega l’asterisco non solo come suggestione visiva — evocando le stelle dell’Isola-che-non-c’è — ma anche come simbolo di inclusività, un principio cardine nella pratica artistica di Oprandi e della generazione che rappresenta.
L’installazione si propone come una riflessione generazionale, collettiva e intima, su un presente segnato da incertezza e frammentazione. È il ritratto di una generazione sospesa, che fatica a riconoscersi adulta e che non trova un orizzonte stabile in un mondo attraversato da crisi climatiche, economiche e politiche. Come i personaggi a cui l’opera si ispira, restiamo eternamente bambin* sperdut*, in cerca di un luogo possibile.
A completare l’opera, il rumore bianco di un televisore accompagna la scena con una presenza costante e ipnotica, che amplifica il senso di sospensione e trasforma la visione in un’immersione emotiva, al tempo stesso individuale e universale.
Testo di Elisa Zanta