OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | L’Età dell’Acquario

L’Età dell’Acquario
pittura a olio, tela
150x150

Andrea Gallo

nato/a a Cosenza
residenza di lavoro/studio: Cosenza, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026

https://www.instagram.com/__andrea_gallo__/?hl=it


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Descrizione Opera / Biografia


Al centro della composizione troviamo tre figure umane che richiamano immediatamente un’archetipica ”sacra famiglia” o una rievocazione moderna di Adamo ed Eva:

Un uomo e una donna, ritratti in una nudità cruda, scultorea e priva di idealizzazione classica. I loro corpi mostrano segni di vulnerabilità e una forte fisicità. L’espressione della donna è rivolta verso il basso, quasi malinconica o riflessiva, mentre l’uomo guarda in avanti con occhi privi di pupille distinte, che gli conferiscono un aspetto statuario o ultraterreno.
L’uomo tiene in braccio o un bambino che indossa un casco da astronauta con la visiera azzurra. All’interno del casco si intravede il volto sorridente del piccolo. Questo elemento introduce un violento contrasto anacronistico e fantascientifico all’interno di una scena altrimenti primordiale.
Il paesaggio circostante amplifica il senso di alienazione. Il dipinto è dominato da una combinazione acida e cupa di toni violacei, rosa e verdi marci. Il cielo ha la consistenza di nuvole tossiche o di un fluido denso, mentre il terreno su cui poggiano i piedi delle figure sembra quasi liquefarsi, fondendosi con pennellate astratte e colature di colore nella parte inferiore della tela.
I corpi sono modellati con forti contrasti di chiaroscuro (un uso quasi monocromatico del grigio e del viola per la carne) che accentuano i volumi e la drammaticità.

L’ambiente circostante, al contrario, è trattato con pennellate più libere, colature intenzionali di colore e spruzzi che suggeriscono un senso di decadimento, urgenza o non-finito.
Il contrasto tra la nudità ancestrale della coppia e il casco spaziale del bambino suggerisce una riflessione sul futuro dell’umanità. Il bambino è l’unico pronto per un ”nuovo mondo” (o per fuggire da una Terra ormai morente), mentre i genitori appartengono ancora al vecchio mondo biologico.
I colori chimici del cielo e della terra, uniti alla presenza del pesce fuori dal proprio habitat, evocano uno scenario post-apocalittico in cui gli ecosistemi sono collassati e la natura è profondamente alterata.
C’è un forte senso di solitudine. Le figure non comunicano visivamente tra loro o con lo spettatore; ognuna è chiusa nel proprio dramma o nella propria condizione (la madre guarda giù, il padre guarda il vuoto, il figlio è letteralmente sigillato nel casco).
In sintesi, l’opera riesce a essere contemporaneamente lirica e disturbante, unendo una pittura figurativa tradizionale a un’immaginazione contemporanea, inquieta e visionaria.
(Testo generato dall’IA)