Descrizione Opera / Biografia
L’opera proposta si inserisce in una ricerca artistica orientata alla sperimentazione di nuovi dispositivi di rappresentazione e alla
messa in crisi della realtà percepita. Prendendo come riferimento il genere tradizionale della natura morta, il progetto ne sovverte
radicalmente le convenzioni visive e concettuali, trasformandolo in un campo di indagine contemporaneo sul rapporto tra
immagine, spazio e percezione.
Il lavoro si fonda su un ribaltamento dei ruoli tra oggetto e ombra: l’oggetto perde la propria fisicità e autonomia formale,
estendendosi e deformandosi lungo la superficie fino a dissolversi in una presenza ambigua; l’ombra, normalmente elemento
secondario e dipendente, si materializza, acquisisce consistenza e diventa il vero corpo dell’opera. Questo scambio di funzioni
genera una tensione percettiva che disorienta lo sguardo e mette in discussione le gerarchie tradizionali tra reale e apparente.
L’innovazione della proposta risiede nella volontà di rendere fisico ciò che è immateriale e instabile ciò che è solitamente solido,
attivando un cortocircuito visivo e concettuale che invita l’osservatore a interrogarsi sui limiti della rappresentazione. L’opera è
realizzata attraverso l’impiego di materiali edili — elementi comunemente associati alla costruzione e alla stabilità — utilizzati in
modo non funzionale, come superfici di proiezione, deformazione e trasformazione dell’immagine. Questi materiali, carichi di una
dimensione concreta e quotidiana, entrano in contrasto con la natura ambigua e instabile dell’ombra, rafforzando il tema del
ribaltamento percettivo.
Le composizioni sono volutamente essenziali, prive di elementi narrativi superflui, per concentrare l’attenzione sull’esperienza
visiva e sul dialogo tra forma, assenza e presenza. In questo modo, l’opera non si limita a rappresentare il reale, ma lo mette in
crisi, coinvolgendo attivamente lo spazio espositivo e lo sguardo dello spettatore.