OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Giovane selvaggio

Giovane selvaggio
installazione, tubo di ottone, display tondo, animazione di maria zilli.
4 x 7 x 4 cm

Damiana Facen

nato/a a Pieve Ligure
residenza di lavoro/studio: Venezia, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2025


Under 35


visualizzazioni: 337

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Giovane selvaggio
installazione, tubo di ottone 4 x 7 cm, display tondo 1.39’’, animazione di maria zilli.
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Giovane selvaggio
installazione, tubo di ottone 4 x 7 cm, display tondo 1.39’’, animazione di maria zilli.
4 x 7 x 4 cm

Descrizione Opera / Biografia


Biografia:
Damiana Facen (Genova, 2000) è un’artista visiva. Ha studiato all’ISIA di Urbino e alla Staatliche Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe, e attualmente frequenta la magistrale in Arti Visive e Cinema Espanso all’Università IUAV di Venezia. Ha esposto presso Bevilacqua La Masa e Crea (Venezia, 2025), Zentrale Contemporary Art (Karlsruhe, 2024), ZKM (Karlsruhe, 2023) e lo Spazio Extracurricolare “Rumore” (Urbino, 2022).
Tramite installazioni, disegni, video, animazioni e fotografie, Damiana riconsidera i confini tra l’ordinario e lo straordinario, focalizzandosi su elementi della realtà che riteniamo certi e riformulandoli per il loro lato emozionale e perturbante.
Descrizione Opera:
“Lamp”, in italiano “lampada”, nella terminologia della caccia è una parola utilizzata per riferirsi alla coda del coniglio. Questa parte del corpo lo rende molto visibile agli occhi del predatore, ma è anche ciò che lo difende, poiché l’inseguitore si concentra sulla coda del coniglio che, cambiando direzione, gli fa perdere il punto di focalizzazione. La coda, quindi, veste il coniglio di uno stato di contraddittorietà.
Il dispositivo visivo, composto da un tubo cilindrico e da un display tondo, rimanda al mirino di un fucile, dove, come nel mito di Artemide, lo sguardo avvista la selvaggina e la uccide. In questo caso, però, lo sguardo ne è testimone: il coniglietto decide di porre fine alla sua vita ribellandosi e riprendendo potere su uno stato di instabilità. Il suicidio, quindi, diventa un modo poco convenzionale di ribellione alla rassegnazione cinica da un lato e all’ottimismo ingenuo dall’altro. Per citare il sottotitolo del libro di Andy Riley, il coniglio vuole “semplicemente farla finita”.