Descrizione Opera / Biografia
Descrizione: Un tappeto volante che non vola più, tarpato, cammina e striscia sul pavimento freddo. Un viaggio lento, com’è lento il viaggio che allontana dalla terra d’origine e quello che porta a una nuova conoscienza identitaria.
Un gioco ironico sul mito del tappeto volante, fuga immediata, sogno, leggerezza, contrapposto alla pensantezza del viaggio migratorio, fisico e lento. Un millepiedi che porta con sè una storia corale, una mitologia personale, un simbolismo composito.
La superficie decorata richiama l’iconografia cosmica e visionaria della tradizione persiana, il rapporto con la luce nel viaggio interiore come anche descritto da Henry Corbin ne “L’uomo di luce nel sufismo iraniano” – ma è anche ricca di elementi fantastici: occhi onnipresenti, animali immaginari, stelle e fiamme solari che fanno da cornice ad un centro mistico, quasi alchemico. Il tappeto si fa mappa interiore, un paesaggio dell’anima, un nuovo Epos.
Il viaggio del migrante si sovrappone così al viaggio iniziatico, in cerca ora di una patria interiore, non geografica ma spirituale: un sollievo apparente al complesso processo di ricostruzione identitaria.
Biografia: Dionysis Saraji (Venezia, 2001), artista visivo di origini greco-iraniane, vive e lavora a Bologna. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Pittura (Arti Visive).
Con l’uso di svariati media ma prediligendo il tessile e la ceramica, Dionysis elabora una ricerca che scopre, ristabilisce ed approdondisce numerosi aspetti della propria identità.
Temi centrali sono la cultura persiana - osservata attraverso le narrazioni del padre e lo studio degli elementi artistico decorativi di miniature e tappeti, elementi della mitologia greca, l’estrema fluidità del corpo, soprattutto nel rapporto con il genere e l’esplorazione funambolesca della linea che divide la realtà dalla fantasia e dal gioco.
Questi argomenti vengono rielaborati in ottica giocosa, i riferimenti alla cultura visiva persiana soni ritinti con colori accesi e forme intrecciate, il corpo si trasforma nel rapporto tra elemento scultoreo e pittorico, si fonde in gocce, chimere, calze a rete e serpenti.