OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | La Cattedrale di San Bavone: Spazio e Presenza

La Cattedrale di San Bavone: Spazio e Presenza
tecnica mista su tela., (sanguigna, carboncino, pastelli ad olio, acrilico)
140 x 100 cm

Irene Bulletti

nato/a a Poggibonsi
residenza di lavoro/studio: Firenze, ITALIA


iscritto/a dal 26 apr 2025


Under 35

https://www.instagram.com/irene_bulletti/


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Descrizione Opera / Biografia


Nata nel 1992, mi sono formata e ho studiato pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Ho svolto varie mostre in area fiorentina, collaborando anche con la galleria La Fonderia, in Via della Fonderia 42R.
Di notevole importanza, la partecipazione nel 2021 alla mostra collettiva ‘NEO SKĒNḔ- manifesti d’artista al Teatro di Rifredi’, esponendo presso la sala espositiva dell’Accademia delle arti del Disegno in piazza S. Marco a Firenze.
Ho poi collaborato ed insegnato, sempre nella stessa città, in delle università americane, come la Saci e Richmond.
Attualmente dipingo a Firenze.
La Cattedrale di San Bavone: Spazio e Presenza.
L’opera raffigura l’interno della cattedrale di San Bavone a Gand, in Belgio e nasce da un’esperienza diretta che mi ha profondamente colpita durante un viaggio. Ciò che mi ha affascinato non sono state tanto le opera d’arte conservate al suo interno, quanto gli elementi architettonici che caratterizzano questo edificio gotico nordeuropeo.
Gli alti spazi inondati di luce, le maestose finestrature gotiche e il contrasto con il movimento inquietante del pulpito barocco, hanno creato in me un’espressione di espansione e al contempo di pesantezza che ho voluto catturare sulla tela.
La mia ricerca artistica si concentra sugli spazi interni, siano essi di cattedrali, abitazioni, luoghi di lavoro o di passaggio e del loro impatto sulla nostra esistenza. Lo spazio abitato racconta la storia dell’umanità: dalla sua necessità originaria di un riparo, alle complesse relazioni che oggi sviluppiamo con esso.
Gli spazi hanno il potere di influenzare direttamente la qualità della nostra vita, generando benessere o malessere. Questo effetto dipende sia dalla loro struttura architettonica che dall’arredamento, risultato di numerose scelte estetiche che riflettono il passaggio della vita al loro interno.
I miei lavori nascono dall’esperienza diretta con questi spazi vissuti. Non vi è una concettualizzazione a priori, ma piuttosto un tentativo di trasmettere all’osservatore una sensazione di presenza consapevole e rasserenante attraverso la rappresentazione pittorica.
Un ulteriore significato spirituale che sottende a questa ricerca è quello dell’unità, che si manifesta nell’opera attraverso l’eliminazione di elementi divisori come porte e finestre, intesi come separazioni che generano disequilibrio.
In questo dipinto ho scelto di utilizzare una tavolozza dominata da toni grigi, neri e bianchi con lievi accenni di colore caldo, attraverso pennellate fluide e sovrapposte, creando un effetto di trasparenza e profondità, quasi a voler suggerire la stratificazione della memoria della percezione.
La cornice pittorica, lasciata attorno all’immagine dell’architettura, dissolve i suoi contorni e serve ad introdurla come una visione, creando un’atmosfera sospesa e contemplativa.
La verticalità dello spazio gotico crea quella tensione verso l’alto che simboleggia l’aspirazione spirituale.
Le linee delle arcate e delle nervature, pur nella loro apparente libertà espressiva, mantengono una struttura rigorosa che evoca l’ordine architettonico originale, creando un dialogo tra caos e controllo, tra espressione emotiva e razionalità costruttiva.