OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | “Architettura di sopravvivenza, La casa: ricchezza dell’urgenza”

“Architettura di sopravvivenza, La casa: ricchezza dell’urgenza”
stampa digitale su pvc fine art,
100 cm (altezza) x 148 cm (larghezza)

Marcela Castaneda Florian

nato/a a Bogota, Colombia
residenza di lavoro/studio: Firenze, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2025


Under 35

https://www.behance.net/marcelacflorian


visualizzazioni: 403

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stampa digitale su pvc fine art, l’opera deve essere appesa dall’alto, con caduta verticale verso al pavimento
100 cm (altezza) x 148 cm (larghezza)

Descrizione Opera / Biografia


Opera: Fotografia ”Architettura di sopravvivenza, La casa: ricchezza dell’urgenza”.
Accompagno lo spettatore in un viaggio visivo e concettuale che esplora il legame profondo tra l’abitare e la sopravvivenza umana. Questa fotografia è stata scattata a Cartagena, in Colombia, nel quartiere periferico di El Pozón, un luogo in cui la casa emerge come spazio di resistenza, costruzione affettiva e creatività.
La casa non è soltanto un rifugio fisico, ma un portale che connette il corpo, il pensiero e la sensibilità con il mondo. In questo contesto, l’abitazione diventa una metafora potente di adattabilità: è costruita con ciò che è disponibile, ma anche con i desideri, le memorie e la volontà di esistere.
La Stampata in grande formato e installata con una caduta verticale dal soffitto fino al pavimento, l’immagine richiama la scala del corpo umano, invitando lo spettatore a una relazione immersiva e intima. Non si tratta solo di osservare: è un incontro diretto con una realtà che spesso resta invisibile, ma che racconta la forza silenziosa delle comunità marginali. Questa fotografia è una testimonianza viva della capacità di trasformare la precarietà in architettura emotiva, sociale e culturale.
Titolo: Architettura di sopravvivenza, La casa: ricchezza dell’urgenza
Artista: Marcela Castañeda Florian
Anno: 2025
Luogo dello scatto: Cartagena, Colombia – quartiere El Pozón
Nella mia pratica artistica indago la relazione tra il corpo e l’atto dell’abitare come esperienza vitale, sensibile e simbolica, che attraversa il tempo e il territorio. Mi avvicino all’abitare da una prospettiva che intreccia arte, antropologia, archeologia e architettura, concependo lo spazio come un’estensione del corpo e come un archivio vivente della memoria. Utilizzo installazioni scultoree, performance, fotografia e materiali organici per esplorare come l’ambiente influenzi e venga influenzato dal corpo, generando una cartografia del sensibile tra il piano individuale e quello collettivo.
Il mio lavoro è profondamente nutrito dalla mia formazione in Architettura e Arti Plastiche presso l’Universidad Jorge Tadeo Lozano (Colombia) e dal biennio specialistico in Nuovi Linguaggi Espressivi – Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze (Italia). Questa esperienza interculturale mi ha permesso di sviluppare progetti artistici che dialogano con paesaggi, materiali e temporalità differenti, e che intendono l’archeologia non solo come scavo fisico, ma come metodologia poetica per riportare alla luce memorie incarnate.
Ho partecipato a esposizioni significative in Italia come Sinestesie presso il Palazzo Medici Riccardi (Firenze), Impalestra al Museo del Novecento (Firenze) e La Raccolta, mostra personale a Castelnuovo Berardenga (Siena), contesti in cui ho approfondito la relazione tra corpo, territorio e spazio storico, attivando esperienze sensoriali che legano tempo, materia e presenza.
Mi considero un’osservatrice meticolosa della poesia della vita quotidiana, dei dettagli nascosti che emergono quando il corpo abita con attenzione. Il mio lavoro propone una riflessione intima sull’abitare come atto essenziale dell’essere, come pratica che rivela il nostro legame con il mondo, con la terra e con la memoria condivisa.