Descrizione Opera / Biografia
Descrizione opera
Il paradiso perduto nasce dal ricordo di una scena intensa, vista in una serie televisiva, in cui un giovane soldato giace in un ospedale da campo dopo essere stato colpito al volto dai frammenti di un ordigno. Il suo volto pallido, segnato dalla ferita all’occhio, custodisce un’espressione che è al tempo stesso di stupore, dolore e memoria.
Lo sguardo, ferito ma vigile, diventa il nucleo simbolico dell’opera: gli occhi sono qui specchio dell’anima e luogo di resistenza, capaci di contenere tanto la visione del trauma quanto la nostalgia struggente di ciò che è stato perduto. Attorno a lui, in un cielo crepuscolare, uccelli azzurri si librano nell’aria – immagini delicate di libertà infranta, ma anche di speranza ancora possibile.
Il paesaggio fumoso e i rami spogli richiamano un mondo devastato ma non privo di attesa. Tutto nell’opera parla di una caduta – quella di un paradiso violato dalla guerra – e al tempo stesso di un anelito silenzioso verso la luce, verso un ritorno, per quanto idealizzato, a ciò che era intatto, umano, vivo. Quest’opera è una meditazione sull’identità spezzata e sul potere della memoria come resistenza. Anche nella lacerazione più profonda, resta lo slancio verso un futuro che possa ancora rifiorire – fragile, ma necessario.
Biografia
Sara Sposito (1993, Fondi, LT) è un’artista visiva formata in Pittura e Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si laurea con lode. Approfondisce le tecniche pittoriche tradizionali, in particolare l’olio su tela, affiancandole alla pratica digitale e alle tecniche incisorie calcografiche e linoleografiche, con uno sguardo costante alla grande tradizione figurativa europea. Il suo percorso si arricchisce con la formazione presso la Scuola delle Arti Ornamentali San Giacomo di Roma, esperienza che consolida l’attenzione al dettaglio, alla materia e alla dimensione simbolica dell’immagine. Le sue opere non si limitano alla rappresentazione del visibile, ma si configurano come spazi emotivi e mentali che danno forma a stati d’animo universali.
Tra i temi ricorrenti emergono dimensione archetipica e alchemica, riferimenti letterari e mitologici. L’artista indaga quell’immaginario onirico e fantastico che è presente in ciascuno di noi fin dall’infanzia e che ci permette di spaziare nell’’inconscio collettivo attraverso immagini che suggeriscono narrazioni aperte, invitando lo spettatore a un coinvolgimento personale. Influenzata dalla pittura rinascimentale, così come da suggestioni contemporanee e dalla cultura pop, Sara Sposito sviluppa un linguaggio visivo in cui precisione tecnica e intensità emotiva si integrano. La sua pittura si configura come un’indagine sulla psiche umana: un dialogo silenzioso tra luce e ombra, realtà e dimensione interiore.
“Chi guarda fuori sogna; chi guarda dentro si sveglia.”
— Carl Gustav Jung
MOSTRE
2019: Mostra collettiva d’arte orafa “De Chirico Eterno contemporaneo” presso Fondazione Giorgio e Isa De Chirico in Piazza di Spagna 31, Roma.
2019: Mostra collettiva di Pittura presso il chiostro di San Domenico in Fondi.
2018/19: Mostra collettiva vincitori concorso di pittura “E io Thomas d’Aquino – presentami con la tua arte all’uomo di oggi” presso Museo Diocesano di Gaeta.
2018: “Donne Amorose”, mostra collettiva di incisione con donazione dell’opera, presso la Casetta della Musica, via Polonia, Latina.
2018: Mostra collettiva d’Arte e Pittura estemporanea “Natale Città di Fondi”.
2017: Mostra d’Arte e Pittura estemporanea “Città di Fondi”.
2015: Mostra collettiva “Colore Inciso” presso la Temple Gallery of Art della Temple University Campus of Rome, Roma.
2015: Mostra collettiva del Premio Hausmann & Co., Patek Philippe “Uno sguardo verso il futuro” presso ‘Istituto Nazionale di Studi Romani, piazza dei Cavalieri di Malta, 2, Roma.
2013: Mostra collettiva “Segnato a colori” al Centro Documentazione Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma.
CONCORSI:
2018: Vincitrice concorso di pittura “E io Thomas d’Aquino – presentami con la tua arte all’uomo di oggi”
2015: Vincitrice della menzione speciale del Premio Hausmann & Co., Patek Philippe “Uno sguardo verso il futuro”.