Descrizione Opera / Biografia
L’opera fa parte della serie ”Segni di vita” e prende forma dal desiderio di dare voce all’invisibile, a quei frammenti di natura che ci sfiorano silenziosamente, segni delicati della vita. Tra questi, la conchiglia, scelta come simbolo, è architettura di protezione e rinascita, forma primordiale e poetica, custode del tempo. Emergendo dal buio, attraversata da una luce che la rivela, diventa segno vitale. Non oggetto, ma soglia — la conchiglia è ponte tra il mondo sommerso e la superficie visibile. Nell’opera affiora dall’oscurità, come richiamata da una luce sacra, rivelando la propria esistenza in un bagliore che non è solo visivo, ma interiore. La luce diventa così gesto di consapevolezza, atto di riconoscimento, invito a fermarsi e vedere. La luce non illumina solo la materia, ma risveglia lo sguardo, invitandoci a riconoscere ciò che spesso ignoriamo. Nel suo fragile equilibrio, la conchiglia ci parla di ecosistemi nascosti, di connessioni profonde, di presenza. Nel contrasto tra la fragilità della forma e la densità dello spazio che la circonda, si apre una riflessione sulla nostra relazione con l’invisibile quotidiano, con le piccole vite che sfioriamo senza accorgerci. In quella fragile architettura si riflette l’idea di un cosmo interconnesso, in cui ogni esistenza ha una sua poesia. L’opera non è solo celebrazione della bellezza naturale, ma anche atto di responsabilità: riconoscere il valore di ciò che vive silenziosamente accanto a noi. Essa ci ricorda che la cura nasce dallo sguardo attento, e che ogni luce che si posa su ciò che ignoriamo è un passo verso una coscienza più profonda del nostro essere nel mondo. Opera selezionata tra i finalisti di WE ART OPEN 2025 - No Title Gallery nella sezione fotografia.
Silvia Gelli (Livorno, 1985)
She graduated in Science of Cultural Heritage and specialized in History and Forms of Visual Arts, Entertainment and New Media at the University of Pisa and Parma. She obtains the Diploma in Advanced Photography at the IED of Milan. In the two-year period 2015-2017 she attends the Master of high education on contemporary image at Fondazione Fotografia Modena, where his research, in the experimental and authorial direction, in the field of contemporary art begins. In 2020 she is chosen for an annual and experimental course promoted and realized by GAER(Giovani Artisti Emilia Romagna). In 2021 she is selected among the young creatives of Emilia Romagna for the exhibition Abecedario d’artista at Palazzo del Governatore in Parma. In 2022 she is among the finalists of the Francesco Fabbri Prize for Contemporary Arts | contemporary photography section, Villa Brandolini, Pieve di Soligo, Treviso and in 2023 she is selected among the finalists of the We Art Open | No Title Gallery, Crea – Cantieri del contemporaneo in Venice and among the finalists of the Combat Prize | Museo G. Fattori | Livorno. She takes part in exhibitions and fairs.