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L'ARTISTA  Sezione Pittura

Beatrice Gallori

nato/a a: Montevarchi -AR-

residenza di lavoro/studio: Prato (ITALIA)

iscritto/a dal 20 apr 2012

Le opere

Beatrice Gallori | MATERNITA' 3

vedi ad alta risoluzione

MATERNITA' 3
tecnica mista su tela, tela
40x120

Beatrice Gallori | ONLY SENSATIONS

vedi ad alta risoluzione

ONLY SENSATIONS
tecnica mista su tela, tela
80x80

Beatrice Gallori | CALL-ING FUTURE

vedi ad alta risoluzione

CALL-ING FUTURE
ceramica, ceramica
8x8x17

Biografia

La partenza è monocromatica.
Una campitura pulita, lucidissima, artificialmente plastificata. Che ci tiene quasi a distanza.
Poi succede qualcosa e sulle superfici che lavora Beatrice Gallori innesta un fenomeno.
Un elemento interrompe la linearità, la pacata astrazione che tende all’infinito di tanto Espressionismo geometrico astratto e molto rigido.
Il gesto artistico è sintomo di un passaggio, vuole affermare qualcosa e ne ha facoltà: Maternità 3 è cambiamento nel corpo della donna, interrompe un corso della vita, ne inizia un altro. Il segno, tangibile, è un rigonfiamento che accoglie, gravido di conseguenze sul futuro.
Maternità 3 è pulsazione, battito cardiaco che vuole uscire dalla tela, forzando ma non sforzando i confini perché rimane nell’ordine naturale delle cose.
Beatrice costruisce quadri/trappola di vitalità: ingloba un’interiorità che tenta di spaccare una superficie non banale, l’opera si fa contenitore del mutamento.
Dai due uno: in questo si esplica l’accadere della nascita.
Altrove la sensazione è passaggio da uno stato all’altro tramite una serie di alterazioni, è un fluttuare sotto pelle di presenze che possiamo solo immaginare (Only sensations).
Beatrice propone anche due delle sue installazioni in ceramica nella declinazione bianco/nero.
Il lavoro procede ancora in maniera rigorosa, nel sapiente utilizzo dei materiali:
qui un attimo viene cristallizzato, l’irruenza del colore (o del non-colore come in questo caso) viene gettata addosso allo spettatore che la riceve.
L’energia che prima intuivamo non è qui più contenuta ma esplode vitalisticamente.
La parete trattiene la scultura che contiene in sé movimento, l’unione non è forzata, l’una si fa supporto per l’espressività dell’altra, è la sua base per l’ingresso nel mondo.
Il processo è fondamentale, processo come cambiamento materico: il fattore tempo plasma l’opera, il tempo di colatura e asciugatura è autonomo rispetto alla volontà dell’artista.
La cronologia delle azioni imprime all’oggetto una fisionomia non completamente determinata a priori e proprio per questo unica ed irripetibile.
La materia è accolta non come semplice mezzo di realizzazione: essa è primo soggetto espressivo, secondo movente del gesto pensato dall’autrice, è perenne cambiamento e come tale fluisce dalle e nelle tele di Beatrice.
Fabrizia Bettazzi 19/4/2012