L'ARTISTA Sezione Fotografia
Claudio Devizzi Grassi
nato/a a: Milano
residenza di lavoro/studio: Monza (ITALIA)
iscritto/a dal 16 apr 2012
Le opere
L'angelo che non voleva più essere tale
fotografia, carta baritata photo rag baryte hahnemühle
70x150
Biografia
Claudio Devizzi Grassi nasce il 16 maggio 1975 a Milano e ancora non è morto.
Arriva alla fotografia “per sottrazione”, partendo dalla volontà di raccontare storie attraverso le immagini, le parole, i suoni. Presa consapevolezza della potenza evocativa e senza distrazioni della sola immagine statica si dedica interamente all’arte fotografica. Ciò nonostante non ama definirsi artista, preferendo piuttosto la definizione di artigiano. Artigiano dell’immagine. Le sue opere, siano esse sotto la forma del reportage post-bellico nelle terre della ex Jugoslavia o la provocatoria esibizione di “carne da calendario” attraverso i corpi delle transessuali (esasperata rappresentazione dell’icona erotica femminile trasmessa dai mass media), passano infatti attraverso un processo maniacale di elaborazione digitale. Vista non come un mero elemento di abbellimento dell’immagine quanto, piuttosto, come un’esiziale necessità espressiva.
“Mi piace immaginare il processo fotografico come un lento ma fluido divenire. Non riesco a concepire la fotografia come un qualcosa che si esaurisca nell'attimo esatto dell'esposizione. Se la fotografia è scrittura con la luce, mi piace pensare che, una volta scritto, il 'libro' venga anche letto, interpretato, rielaborato.Tutto ciò nella solitudine del processo creativo. Trovo che questo abbia molto a che fare coi sogni. Lavorare ad uno scatto è come proseguire ad occhi aperti il sogno della notte prima, interrotto dalla sveglia. E, spesso, i sogni sono più "reali" della cosiddetta realtà”.
Le opere di Claudio Devizzi Grassi sono dense di citazioni e tributi. Altri fotografi, pittori, musicisti, film, performance teatrali e molto altro ispirano la realizzazione del suo lavoro. In questo contesto va inserito anche il trittico ‘L’angelo che non voleva più essere tale’. Un primo tassello di un più ampio discorso sui desideri umani e la loro (im)possibile realizzazione, dove sono evidenti i rimandi a grandi maestri quali Joel-Peter Witkin o il Wim Wenders de ‘Il cielo sopra Berlino’. Il tutto attraverso la semplice fotografia di studio, l’elaborazione digitale e la stampa delle immagini sulla preziosa carta ‘fine art’ baritata della Hahnemühle.










