Premio Combat Prize

L_ - Premio Combat Prize

ARTWORK IN CONTEST | Section Painting

 | La meditazione di Mandelbrot

La meditazione di Mandelbrot
acrillico, foglio
a3

L_

born in Pietrasanta
work/study place: Lussemburgo, LUXEMBOURG


in contest since Apr 24, 2017


Under 35


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Artwork description / Biography


€”Benoìt Mandelbrot è un matematico polacco definito come uno dei padri della teoria del caos. Il quadro rappresenta la meditazione del matematico che contempla la quasi simmetria della natura davanti, a seconda dell’interpretazione personale, a un tramonto o un alba su un lago.
La vegetazione in controluce assume scorrendo verso destra la forma del famoso frattale di Mandelbrot che storicamente tanta filosofia ha suscitato: la realtà non è lineare, ma autosomigliante; ogni istante è un fermo-immagine che forma le condizioni iniziali per l’istante successivo e nel caos, c’è sempre un ordine intrinseco, se pur non prevedibile.
Scorrendo verso sinistra la vegetazione assume le sembianze di un’onda il cui intervallo tra una cresta e l’altra è molto corta. Questa rappresenta la lunghezza d’onda di una qualunque particella subatomica e la sua dualità intrinseca governata dalle equazioni di Heisenberg.
La specularità della vegetazione riflessa sul lago, come anche la figura del matematico, non è perfetta. Infatti, alla base delle più recenti scoperte della meccanica quantistica vi è la violazione della simmetria CPT ovvero, semplificando, non sempre la realtà a livello microscopico riproduce la sua stessa immagine allo specchio. Da perderci la testa.
Anche l’insegnamento ultimo della teoria della relatività di Einstein non è molto confortevole: il tempo è solo un’illusione persistente ed in realtà tutto è un eterno istante e tutto non è mai realmente nè iniziato, nè finito, ma è solo una sovrapposizione di stati. Come nei quanti. Come in un quadro. In fondo, non è forse il tramonto un’alba da un altro punto di vista?
Così stando le cose, le persone che guardano un’opera non possono mai ritenersi totalmente scisse da essa. Ne fanno parte. Ogni personale stato d’animo influenza la personale percezione che ognuno ha del quadro e a sua volta il quadro influenza lo stato d’animo di ognuno. Di colpo si capisce che non esiste un solo quadro, ma ne esiste uno per ogni individuo senziente che lo guarda; di colpo si capisce che esiste una quinta dimensione fisica, che è la dimensione dell’intepretazione.
In questo panorama di incertezza l’unica scappatoia per l’uomo è l’accettazione e la consapevolezza di essere parte del tutto. Attraverso la meditazione, man mano che si raggiunge la testa, le acque si fanno meno scure, ma al contempo più mosse: il pensiero agisce sulla natura e la natura agisce sul pensiero senza soluzione di continuità e di colpo pare chiaro che il soggetto del quadro non è il matematico sullo scoglio, bensì il riflesso dell’interpretazione della sua coscienza sul mondo, perchè la coscienza non è altro che interpretazione. La materia che comprende se stessa. La materia che contempla la sua stessa bellezza e perfezione attraverso un quadro.
Una volta accettato questo, la bellezza appare quindi come la finale via di fuga, come la costante in mezzo a tante variabili, come la sintesi tra razionalità e sensazione. Il bello inizialmente attrae, apparentemente senza motivo, ma è in verità un’esca che obbliga colui che guarda ad intraprendere il vorticoso, ma essenziale, viaggio dell’interpretazione; in fondo a quest’introspezione rimane aggrappato il sentimento del bello, ovvero una sensazione su cui abbiamo riflettuto e che ci ha reso finalmente consapevoli. E’ una parte del quadro che rimane riflessa su di noi, aldilà dello spazio e del tempo.”