OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | ...zum Gebet!

...zum Gebet!
bodenarbeit, siebtechnik, mehl
3,8 m durchmesser

Alois Steger

nato/a a Bruneck
residenza di lavoro/studio: Luttach, ITALIA


iscritto/a dal 15 mag 2020


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wasserstrahlschnitt, steinplatten aus quarzit
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Descrizione Opera / Biografia


2017 Ausstellung 50x50x50 Festung Franzensfeste
Die temporäre Bodenarbeit aus Mehl ist eigens für den Raum konzipiert.
Dabei wird die Geschichte des Klöppelns im hintersten Ahrntal, als das Kupferbergwerk zwischenzeitlich stillgelegt wurde und dadurch große Not herrschte mit dem Hier und Jetzt verknüpft. Heutzutage leben wir in Überfluss, durch den Globalisierungsprozess wird die soziale Ungerechtigkeit aber zwangsläufig verstärkt. Weltweit sind Menschen auf der Flucht vor Krieg und Terror, Menschen leiden Hunger. Dies manifestiert sich im Material Mehl. Mehl, wichtigstes kulturenübergreifendes Nahrungsmittel seit Jahrtausenden ist Sinnbild für Toleranzfähigkeit postmoderner Zivilgesellschaften.
Der unterirdische, dunkle und bedrückende Raum wird durch die zentral positionierte, reliefartige Bodenarbeit zum strukturierten Teppich geformt und so zum Andachtsraum gewandelt.
ITALIANO
Si tratta di un’opera temporanea, fatta di farina, che è stata concepita appositamente per questa stanza. L’opera rievoca un collegamento tra la storia del lavoro al tombolo, una tradizione artigianale diffusa nella Valle Aurina che risale al periodo in cui la miniera di rame di Predoi cessò la sua attività provocando una forte disoccupazione tra gli abitanti del paese, e il presente, creando quindi un nesso con il qui e ora. Al giorno d’oggi la nostra vita è caratterizzata da ricchezza, pienezza e abbondanza, e il processo di globalizzazione ha inevitabilmente potenziato l’ineguaglianza sociale. In tutto il mondo vi sono persone in fuga da guerre e terrore, popolazioni intere soffrono la fame. Tutto ciò si manifesta nel materiale di quest’opera: la farina. Da millenni la farina è l’alimento più importante per moltissime culture e popolazioni del mondo ed è l’emblema delle società civili postmoderne per la loro capacità e la loro volontà di essere tolleranti.
L’opera da terra con superfici in rilievo, posizionata al centro della stanza sotterranea, buia e inquietante, intende trasformarsi in una struttura a tappeto convertendo in tal modo tutto lo spazio attorno a sé in una stanza di devozione.