ARTWORK IN CONTEST | Section Painting

 | ”Compianto sull’ Uomo morto”

”Compianto sull’ Uomo morto”
olio, tavola e strappi di gesso
80 x 120

Andrea Rocco

born in Gorgonzola (MI)
work/study place: Albenga (SV), ITALIA


in contest since Apr 28, 2020

https://www.gigarte.com/andreaocco


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Artwork description / Biography


Suggestionato dalla ricorrente pratica nella storia dell’ arte, dove nuovi artisti hanno coperto con le loro opere chi li ha preceduti (vedi Raffaello/Piero Della Francesca nelle Stanze Vaticane o Michelangelo/Piermatteo D’Amelia nella Cappella Sistina), ho voluto sviluppare l’ opera su due piani sovrapposti a rappresentare passato e presente nel tentativo di riflettere sull’ esistenza, che operazioni di questo genere possono generare. Il primo livello si intravede grazie a degli strappi presenti nel piano superiore
Nel primo, olio su tavola, ho rappresentato, interpretandone liberamente la coloritura, un particolare del ”Compianto sul Cristo Morto”, gruppo scultoreo in terracotta di Niccolò dell’ Arca. Su questa base sono andato a stendere, dopo aver appositamente zaffato il legno, una gettata di gesso di poco meno di un centimetro di spessore, che lascia intravedere parte del dipinto sottostante, ho dipinto sempre ad olio (tecnica cara a Sebastiano del Piombo e nell’insieme evocativa dell’ anonimo ”falsario in calcinaccio”), un lavoratore, un ragazzo morto, riverso per terra con un rivolo di sangue che gli esce dalla testa.
Una caduta, forse da una di quelle impalcature che si vedono all’ interno di una prospettiva, non pierfrancescana, ma finalizzata a spaesare lo spettatore. Un incidente sul lavoro, una delle quattro morti quotidiane in Italia e la disperazione.
Madri, mogli, che rimangono, che nulla possono, se non gridare, trasfigurare i loro volti in quelle formule del pathos o Pathosformeln come le definiva Aby Warburg. Immagini, espressioni, simboli innati e predeterminati dell’ inconscio collettivo che ritornano impassibili, come cristallizzati in contesti differenti attraverso i secoli, nella storia dell’arte come nella vita. Se al Pathos sono legate nozioni di instabilità, movimento e istantaneità rappresentate dalle due figure che si riversano sull’ uomo,Formel, al contrario, comporta fissità, l’ immobilità del corpo caduto. Ed ecco allora che il tempo è nudo ,nonostante internet, la bomba atomica o i viaggi spaziali, perchè davanti al dolore ed a tutti i sentimenti umani, siano questi vecchi di duemila anni o nuovi, il tempo non può che fermarsi e noi contemporanei, non dobbiamo fare altro che imparare. Coerentemente con l’ abolizione dello spazio temporale, ho voluto privare l’ opera di cornice dove quest’ ultima viene intesa come intercapedine tra il mondo reale e quello immaginario