Artwork description / Biography
DESCRIZIONE DELL’OPERA
L’opera discute il ruolo dell’identificazione dell’oggetto con la sua funzione d’uso.
Interpretazione funzionale n.1 eleva ad opera d’arte il processo di identificazione funzionale stesso. L’installazione si compone di tre oggetti con valore concettuale sia proprio sia addizionale. Ogni oggetto può essere esposto singolarmente o acquisire valore concettuale addizionale attraverso diverse organizzati spaziali ed accostamenti.
Una vecchia sedia (”quasisedia”) priva della sua seduta aspetta l’intervento umano (aggiunta della seduta) per riguadagnare la sua identificazione funzionale. Rimane nell’attesa una quasi-sedia. Sottile omaggio concettuale a Picasso, primo ad usare pubblicamente il termine objet trouvé riferendosi alla sua opera Still Life with Chair Caning.
I resti di un vecchio tagliere in legno emersi dalle fiamme di un fuoco. E’ quasi nulla la possibilità che la volontà/intervento umano lo renda nuovamente riconoscibile funzionale costruendone un nuovo piano di taglio. L‘oggetto rimane un non-tagliere, spoglio della sua iniziale identità funzionale.
Una cornice moderna, senza dipinto interno, innalza indiscriminatamente a potenziale opera d’arte qualsiasi spazio da essa delineato. Il disuso aumenta paradossalmente la sua identità funzionale, innalzandola ad iper-cornice.
BIOGRAFIA
Beatrice Monastero (nome d’arte Bea Trice) nasce nel Febbraio 1991 in un piccolo paese ai piedi delle Dolomiti Feltrine. Si laurea in nuove tecnologie dell’arte all’accademia di Brera e specializza in design dell’interazione mediata all’università di Limerick (Irlanda). Dottoranda in HCI, esplora come spazi e oggetti di uso comune possono essere modificati (anche con tecnologie interattive) per supportare la socialità pubblica. Sebbene la ricerca di Beatrice abbia forti basi artistiche, acquisisce visibilità soprattutto in campo scientifico, attraverso collaborazioni, pubblicazioni e conferenze internazionali. Parallelamente, nelle sue opere d’arte, Bea Trice discute in maniera più concettuale i processi d’identificazione e l’acquisizione di valore (utilitario, edonico e sociale) della relazione tra oggetti, persone e spazi comuni.
L’approccio artistico di Trice trova connessioni con l’estetica Dada del ready made, l‘objet trouvé e l’arte del riuso, attraverso interventi formali minimali su oggetti comuni. L’attenzione per l’aspetto relazionale dell’opera è evidente anche e soprattutto nelle opere d’arte interattiva e performativa.