OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | ANFIBIA

ANFIBIA
fotografia digitale, stampa inkjet in rag photographique (canson infinity) con cornice a cassetto in legno naturale
500x700 mm

Giacomo Bianco

nato/a a Mestre (VE)
residenza di lavoro/studio: Mestre (VE), ITALIA


iscritto/a dal 07 mag 2020


Under 35

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Descrizione Opera / Biografia


Se negli ultimi secoli gli abitanti, i cittadini, le amministrazioni hanno abusato, deturpato e umiliato la città modificandola e plasmandola, ora bisognerà cambiare punto di vista e ipotizzare un libero desiderio della città: quello di ricongiungersi al proprio mare.
La città visibile, non più disposta all’inesorabile futuro ha deciso di divenire Ofelia tornando all’acqua da cui è sgusciata per abbracciare il mare.
Venezia, sotto acqua e sale, non avrà più il suo solo riflesso nella laguna, ma infiniti: si specchierà in ogni goccia d’acqua e squama di pesce. Per la prima volta l’acqua si fermerà, la laguna smetterà di respirare, le maree non si alzeranno e non scenderanno, il tempo la sospenderà come l’immagine sincronica del proprio passato, poichè, sottratta alla corrosione delle atmosfere acide d’aria e tenuta a mollo nella più tiepida delle salamoie rimarrà in vita in eterno. La valva, ora chiusa, proteggerà per sempre la propria perla.
I Veneziani, questo destino, lo conoscevano da sempre. Coloro che per indifferenza ostentata al destino delle cose hanno preferito essere assenti al primo e vero sposalizio col mare senza rituale, hanno messo i piedi all’asciutto da tempo, interrandosi a Mestre.
Gli altri, divenuti anfibi nuoteranno tra le calli e cammineranno sul Canal Grande vivendo la città senza una funzione: torneranno ad esserne i cittadini.