Artwork description / Biography
Inventarono i gyotaku in Giappone per registrare le prede più grosse quando non c’era ancora la fotografia. Inchiostravano i pesci e poi li usavano come timbri sulla carta.
Io mi concentro sui banchi di acciughe, l’essenza del Mediterraneo, che sono al contrario pesci piuttosto piccoli.
In questo gyotaku le ho volute rappresentare mentre iniziano a roteare per formare il pallone, la formazione tipica in assetto difensivo. Ho collocato lo spettatore al di sotto di esse, come se si godesse la scena seduto sul fondale marino.
Ogni acciuga è un’acciuga inchiostrata e stampata sul foglio. In realtà ne uso pochissime, per questo banco ne avrò utilizzate 4 o 5.
Metà banco è allo stato grezzo, cioè è solo l’impronta lasciata dal pesce: pura anima! L’altra metà l’ho ritoccata aggiungendo le ombre e le pinne creando un senso di profondità alla spirale.
Le ombre portate sui pesci aiutano a dare tridimensionalità alla composizione, così i pesci danno l’impressione che si sfiorino l’un l’altro facendo sentire lo spettatore partecipe del movimento.
Bio
Sono nata a Chiavari nel 1985. Vivo a Cavi di Lavagna (GE), a due passi dal mare da sempre, posso ritenerlo quasi un vicino di casa. Ho frequentato l’Istituto d’Arte di Chiavari, ho studiato restauro a Botticino (BS) e Archeologia a Genova. Ho lavorato come restauratrice per molto tempo, spesso in trasferta. Con l’arrivo del mio bimbo fine delle trasferte. E’ stato in questo limbo che sono venuta a conoscenza dei gyotaku, e ne sono rimasta stupefatta. Da subito mi sono focalizzata sulle acciughe. I gyotaku mi hanno salvato in molti modi.
Oggi ho il mio studio a Lavagna e unisco spesso le performance live di gyotaku con la divulgazione sul problema dell’Overfishing e dell’inquinamento.