Artwork description / Biography
L’installazione prende spunto dal famoso dipinto La zattera della Medusa di Théodore Géricault, che per la sua potenza drammatica si è impresso nella memoria collettiva non solo francese, diventando simbolo di degrado politico e civile.
Per l’Europa e per l’Italia di oggi, la zattera è anche metafora del periglioso viaggio che i migranti compiono per attraversare il Mediterraneo.
L’installazione è costruita prevalentemente con la carta. Apparentemente povero, nella sua semplicità, questo materiale assume un valore universale e potente: fragile e malleabile - mantiene memoria del divenire in ogni piega che le viene impressa. La carta è da secoli il supporto più affidabile sul quale trasferire pensieri, progetti, principi e accordi tra gli uomini.
Tutto attorno alla zattera di carta si alternano, ad alte figure che osservano immobili la scena, pile regolari di fogli stampati che offrono al visitatore la riproduzione di articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
L’opera tridimensionale è accompagnata da un video che mostra il quadro originale di Géricault ridisegnato, nel quale i personaggi lasciano il posto ad un insieme di sagome confuse: identità cancellate come quelle di chi arriva da troppo lontano per essere riconosciuto come essere umano.