Descrizione Opera / Biografia
Anno: 2019
Tecnica: fotografia su pietra ardesia
Descrizione: l’attesa consuma, logora.
Quante notti si sono confuse col giorno.
Ho aspettato cosi tanto che ho dimenticato di ricordare il perchè.
Il tempo, che sembrava non passare mai, mi ha cancellato a metà.
Progetto
La mia ricerca degli ultimi anni è incentrata sulla fotografia.
Cerco di smaterializzare la mente umana di un essere fragile; trovare al di fuori di essa alcune immagini che la possano rappresentare, per poi essere ricondotti nuovamente al suo interno, come in una ciclica e inutile caccia alle streghe.
Mi piace pensare ai miei lavori come ad una stanza dell’incoerenza, dove il caos si mischia al rigore e alla pulizia, dove il sogno sfiora il concreto, dove ci sono silenzi surreali, lunghe attese, ingranaggi farraginosi.
La mente cosi simile appunto ad una stanza, satura e sovraccarica di immagini a ritmo vorticoso.
Spesso la stanza è minuscola, claustrofobica.
Spesso è immensa, infinitamente vasta, senza confini reali.
Mi piace dare risalto a materiali poveri, lasciare che un’immagine possa evocarne altre.
Il semplice che diventa complicato, l’attore spettatore, il bianco e il nero.
Utilizzo il mio cellulare, esclusivamente perché è l’oggetto del nostro tempo, il prolungamento del nostro occhio e del nostro cervello.
Scatti che alla fine si congelano, o meglio si pietrificano, per fondersi essi stessi con le pareti.
Le mie fotografie dunque vengono stampate su pietra ardesia; voglio che abbiano un ”peso”, voglio che ci sia la possibilità di portarsi via un pezzo della stanza.