OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Melencolia 2026

Melencolia 2026
olio, 2 tele
100x160 (dittico)

Beatrice Riva

nato/a a Sassuolo
residenza di lavoro/studio: CASALGRANDE, ITALIA


iscritto/a dal 29 apr 2026

https://sites.google.com/view/beatriceriva/home


visualizzazioni: 45

SHARE THIS

Descrizione Opera / Biografia


Titolo: Melencolia 2026
Soggetto: Remake contemporaneo di Melencolia I di Albrecht Dürer.
Quest’opera è il ritratto del vuoto creativo. Non è solo un omaggio a Dürer, ma la rappresentazione visiva di quella paralisi che proviamo quando l’ispirazione scompare e restiamo soli con i nostri strumenti, incapaci di usarli.
La figura centrale incarna la stasi pura: il momento in cui l’entusiasmo si spegne e tutto ciò che ci circonda — la tecnica, il tempo, la conoscenza — diventa un peso inutile. Le ali rosa sono l’unico grido di vitalità rimasto in una stanza dominata dal grigio e dal silenzio. È la celebrazione della vulnerabilità di chi è bloccato e non cerca di nasconderlo, trasformando la mancanza di slancio nell’unico soggetto possibile: l’attesa di ritrovare se stessi.
BIO
Mi chiamo Beatrice Riva e la mia pittura è un atto di esposizione. In un mondo che ci chiede di essere integri, performanti e imperturbabili, io scelgo di indagare la vulnerabilità.
Non la intendo come una debolezza, ma come lo stato di massima apertura dell’essere umano: quel momento di verità in cui le difese cadono e emerge l’essenza.
Dalla mia base a Casalgrande, tra le province di Reggio Emilia e Modena, porto avanti una ricerca figurativa che mette al centro il corpo e il volto, ma che si estende alla natura silenziosa di fiori e animali.
Uso la pittura a olio per la sua capacità di stratificare non solo il colore, ma anche le emozioni. I miei soggetti – siano essi sguardi intensi, corpi nudi o dettagli botanici – non cercano la perfezione estetica, ma la verità del sentire. Ogni pennellata è un tentativo di abitare le contraddizioni e le fragilità che ci rendono autenticamente umani.
Il disegno è il mio linguaggio fin dall’infanzia, ma è dal 2010 che ho scelto di dedicare interamente la mia vita alla pittura. In questi anni, le mie opere hanno viaggiato oltre i confini del mio studio, approdando in gallerie internazionali da Amsterdam a Beirut, e trovando casa in numerose collezioni private.
Tuttavia, il traguardo che più mi sta a cuore non è l’esposizione in sé, ma quel momento di silenzio in cui qualcuno, guardando un mio quadro, riconosce un pezzo della propria storia.
Oggi la mia missione è continuare a esplorare questa ”Pittura Vulnerabile”, cercando la luce proprio lì, dove siamo più fragili.