OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Anche se ci penso intensamente

Anche se ci penso intensamente
arazzo, alluminio inciso / varie dimensioni
220x205 cm

Camilla Riscassi

nato/a a Piacenza
residenza di lavoro/studio: Piacenza, ITALIA


iscritto/a dal 17 mar 2026


Under 35

https://camillariscassi.com/


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Descrizione Opera / Biografia


[DESCRIZIONE OPERA]
Questo arazzo appartiene al ciclo produttivo Anche se ci penso intensamente, che riflette sulla dimensione intima del tempo e della perdita. Sulla superficie tessile emerge una figura umana ormai irriconoscibile, residuo visivo appartenente alla storia familiare dell’artista. Il corpo perde i contorni, si dissolve in campiture cromatiche irregolari, come se il ricordo stesso fosse sottoposto a un lento processo di erosione. Non c’è volontà di restituzione fedele, ma piuttosto di accettazione della perdita: ciò che resta è una traccia, un’eco visiva che sopravvive all’oblio.
Il filo rallenta lo sguardo e trasforma l’immagine in materia viva. L’intreccio dei fili sostituisce la nitidezza della fotografia, trasformando il ricordo in materia, in tessuto che respira e si consuma. La superficie sembra attraversata da stratificazioni, abrasioni e vuoti, come se la memoria fosse un terreno instabile, continuamente riscritto.
La barra in alluminio che sostiene il tessuto non è un semplice elemento strutturale, ma parte integrante dell’opera. Su di essa è inciso un verso di Mariangela Gualtieri: ”Fate piano che è tutto delicato nel suo esile canto, fate piano per carità, fate piano.” Esso invita a un gesto di attenzione e di ascolto: ”fate piano” diventa monito e cura, richiamo alla delicatezza dell’esistenza e al valore della sua conservazione. La parola poetica, ridotta a inciso, si affianca all’immagine consumata, rafforzando il senso di assenza e precarietà. Anche il linguaggio, come la memoria visiva, appare spezzato, affidato a brevi tracce che resistono al silenzio.
Nell’intreccio dei fili si manifesta la tensione tra ciò che resta e ciò che svanisce, tra la materia e il ricordo. Il passato non viene celebrato, ma abitato con delicatezza, lasciando che immagine e parola si ritirino insieme, lentamente, fino a diventare pura sensazione.
[BIO]
Camilla Riscassi nasce a Piacenza nel 1993. Frequenta il triennio di Pittura ed arti visive presso NABA Milano e il biennio specialistico presso l’Accademia di belle arti di Bologna.
Nel 2020 vince la tappa bolognese del Progetto Jaguart, promosso da Artissima.
Grazie ad esso espone alla GAM di Torino, alla Galleria Astuni di Bologna e nella sezione progetti speciali ad Artissima. Nel 2023 partecipa a Rea! Fair presso la Fabbrica del Vapore di Milano ed è selezionata tra i finalisti del Premio Francesco Fabbri nella sezione arte emergente. Nel 2025 è finalista al Premio Nocivelli e al Premio Candiani, dove si vince il premio residenza. Nello stesso anno espone la sua personale nella galleria Nuvole Arte di Montesarchio (Bn).
È un’artista multimediale la cui ricerca esplora il concetto di identità, come un processo dinamico e in continuo cambiamento, influenzato sia dalla memoria collettiva che da quella individuale. La sua pratica si basa spesso su il recupero e la rielaborazione di materiali d’archivio, riflettendo, così, su come questi frammenti del passato contribuiscano a plasmare il nostro presente, invitandoci a riflettere sulla natura complessa e sfaccettata della memoria e dell’identità.