OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Lost in the Time

Lost in the Time
installazione sonora e luminosa interattiva, plexiglass, ottone, acciaio, alluminio, led e strip led; plastica di recupero. cristalli swarovsky; dispositivi elettronici.
cm 220 x 60 x 80

Carla Abbondi

nato/a a Fermo, FM
residenza di lavoro/studio: Porto San Giorgio, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026

http://www.carlaabbondi.it


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Come volo di Falco, omaggio a Federico II° di Svevia
dynamic tiime, installazione cinetica luminosa e interattiva, plastica di recupero, fogli cangianti, motoriduttori, sensori, ferro, realizzata quasi esclusivamente con materiale di recupero.
230x 200x 80cm

 | L’ottava Nota

L’ottava Nota
bodylight e dynamic time, airlight�, acrilico su tela, motoriduttori, sesori e fibre ottiche con led, specchi, sfere in policarbonato
varie

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AnimaLuce, Le Costellazioni, installazione presso il sotterraneo della Fortezza di Acquaviva picena
bodylight e dynamic time, fibre ottiche e led, motoriduttori, plexiglass, elementi naturali, metalli, materiale di recupero.
variabili

Descrizione Opera / Biografia


L’Essere Transumano che è contenuto nel guscio possiede ancora un barlume di umanità. Venuto dal mare, l’essere umano ha perso il contatto con la natura e con se stesso.
Le sue origini sono impresse nella memoria e quando due persone sfiorano l’acqua di mare contenuta nelle due coppe il loro corpo diventa musica e si crea un’armonia che risuona con l’ antico essere originario. La musica rappresenta un canale elettivo per la comunicazione quando i linguaggi tradizionali falliscono.
Le cellule del nostro corpo, infatti, vibrano e interagiscono in modo diverso agli stimoli sonori. E’ noto come la proporzione che deriva dalle 6 principali frequenze, crei ottave superiori corrispondenti alla geometria sacra. Ogni emozione che proviamo, così come l’insieme delle note musicali, contribuisce a creare l’armonia, una melodia vibrazionale capace di liberare l’esistenza dai limiti del tempo e della materia in un eterno continuum. Cosa c’entra la musica con il tempo? dal punto di vista semantico i termini ’suono’(phon) e ‘tempo’ (tam) hanno la stessa origine, la radice indoeuropea Bhan (Bhā). Che a sua volta risale all’origine della parola luce, cioè Phos, il fotone.
Luce, suono e un ‘attimo di tempo’ ci accompagnano in questa esperienza di ri -creazione.
Carla Abbondi è nata a Fermo il 5/11/1958. Frequenta il Liceo Classico e si laurea in fisioterapia. Approfondisce varie discipline tra cui Guida Alpina, Equitazione, Tai Chi Chuan, Danza Contemporanea, Tecniche Energetiche. Espone a N.Y.C. con la The Carrozzini Von Buther gallery e alla My Micro gallery, Milano; con il progetto Euart di Ilaria Niccolini Production e l’Eccellenza Italiana all’estero porta i suoi Bodylight negli U.S.A. presso la Federal Reserve, Boston; a Dubai, Chicago, Miami, Houston e al Brogan Museum di Tallahassee, (FL) U.S.A. . Collabora con gallerie in Olanda e Parigi, in Italia a Trieste e presso la galleria Giò Art di Lucca. Altre esperienze espositive alla Triennale di Arti visive a Roma 2014 presso la Galleria La Pigna di Roma, al Museo Colonna Pescara, all’Aurum di Pescara, al Museo Diocesano Jesi (opera in permanenza)e al Museo della Fiaba. Partecipa ad ArtePadova ed altre fiere tra cui Reggio Emilia, Stoccarda, Bruxelles. Presente ad Ar(T)cevia International Festival, Arcevia,AN, alla rassegna Biblia Pauperum, Jesi, curata da A. Ginesi. Predilige ambienti storico¬-archeologici come la Torre Sveva di Porto Recanati, il Castello di Melfi, il Castello Estense di Ferrara, il Castello di Barletta; da Dicembre a luglio ‘26 è ospite alla Fortezza di Acquaviva Picena, da Agosto a Novembre ’26 presso il Parco Archeologico di Cupra Marittima, A.P.
Autodidatta, tra le sue prime esperienze artistiche c’è la fotografia, ma è l’uso dell’acquerello che le consente di catturare la luce, con movimenti rapidi e intensità cromatica.
Nella sua ricerca di alleggerire la materia per interiorizzarne la bellezza passa dall’acquerello alla fibra ottica e nel 2003 crea i Bodylight, sculture di luce con fibre ottiche e led, arricchite da videoproiezioni. Realizza un vero Velo da Sposa© di cui nel 2013 effettua il copyright. Forma e contemporanea assenza di materia, movimento e contaminazione Spazio /Tempo diventano i perni attorno ai quali queste nuove tecniche ruotano e acquistano significati esistenziali, suscitando notevole risonanza emotiva nello spettatore.
Un percorso in cui scienza e percezione si supportano, nutrite dall’intimismo universale che l’elemento Aria sa stimolare. Nell’aria, infatti, sono rappresentabili tutte le emozioni: che ci sia calma di vento o che ci sia tempesta, l’aria e la luce condizionano profondamente la nostra esistenza.
Dare colore al vento è la sua nuova strada. Registra il copyright anche per la tecnica AirLight©, mediante la quale elimina anche il supporto materico ed è solo la luce a scolpire l’aria, creando evanescenti forme definite solo dal movimento rapido delle mani e dal suo stesso respiro.
L’immagine che ne risulta è quasi un ologramma del pensiero e uno scatto fotografico ferma l’attimo etereo. La stampa viene effettuata preferibilmente su Plexiglass. Nelle Dynamic Time, l’arte incontra la scienza ed il corpo interagisce con l’opera e ne guida il movimento. Sensori e motoriduttori accompagnano il viaggio del visitatore in un’esperienza sensoriale ed immersiva pur senza ricorrere a tecniche estremamente sofisticate.
Dalla vibrazione della luce a quella del suono. Le nuove installazioni immergono il corpo in percezioni tattili e sonore. In Melody, infatti, è lo spettatore stesso a diventare vibrazione sonora e interagire con gli altri. La sua opera diventa non solo una esperienza interiore ma anche di scambio interpersonale, superando così il confine opera/ installazione/ performance.