Descrizione Opera / Biografia
In un’epoca definita dall’illusione del controllo tecnologico e dal dominio sull’ecosistema, quest’opera indaga la fragile frontiera tra l’Umano e il Vegetale. La figura maschile, scolpita con una classicità che richiama la forza e la razionalità rinascimentale, si scontra qui con l’inevitabilità della materia organica.
Non assistiamo a una metamorfosi mitologica, ma a una presa di coscienza contemporanea: l’uomo non è di fronte alla natura come osservatore, ma è materia che alla natura deve ritornare. Il pugno chiuso suggerisce una resistenza, l’ultimo tentativo dell’Ego di opporsi alla dissoluzione, mentre le radici che sostituiscono gli arti inferiori sanciscono una verità ineluttabile: siamo parte di un’unica sostanza vivente. L’opera visualizza il crollo dell’antropocentrismo: la carne si fa corteccia, il pensiero si fa linfa, e l’individuo si arrende all’eterno ciclo biologico da cui ha tentato invano di separarsi.