Descrizione Opera / Biografia
L’opera Scür si sviluppa su una tavola di legno, lasciata emergere come parte viva della composizione. La superficie non è semplice supporto ma memoria materica: le venature dialogano con le dissolvenze cromatiche, accogliendo pigmenti fluidi che si espandono e si fondono in una dimensione sospesa.
Attraverso l’uso della serigrafia e di pigmenti sciolti in acqua e olio, le nebbie cromatiche si stratificano in velature che sfumano l’immagine, creando un paesaggio rarefatto. Al centro, la silhouette scura di un albero si staglia come presenza solitaria, quasi un’icona fragile in un ambiente che perde definizione.
Scür è una parola ladina che significa ”scuro”.
L’artista dedica spesso parole ladine ai suoi dipinti, come segno del profondo legame con il territorio della Val Badia (BZ),frequentato fin dall’infanzia e divenuto luogo di vita e ricerca artistica negli anni successivi.
Questo passaggio geografico e culturale ha inciso profondamente sulla sua ricerca: il buio non è solo tonalità cromatica ma condizione emotiva, immersione in un paesaggio più silenzioso, più profondo, più radicato.
Le dissolvenze non sono solo effetto visivo ma gesto poetico: i colori si mescolano allo sfondo naturale del legno, evocando un ricordo caldo della natura, una natura che appare ormai omologata, trasformata e piegata ai bisogni dell’uomo.
L’opera si muove tra memoria e perdita, tra presenza e dissoluzione, restituendo allo spettatore un paesaggio interiore in cui ciò che era vivo si fa eco, traccia, nostalgia.
Gaia Lionello
Nata a Venezia, si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dopo gli anni veneziani si trasferisce in Alto Adige, in Val Badia, dove entra in dialogo con il territorio dolomitico e con la cultura ladina, divenendo membro dell’associazione storica d’arte EPL – Ert por i Ladins.
La sua ricerca si sviluppa tra pittura, installazione e scultura, con una particolare attenzione al paesaggio come spazio interiore e memoria collettiva. Lavora principalmente su tavola utilizzando tecniche miste che combinano serigrafia e pigmenti dissolti in acqua e olio; il legno diventa parte attiva dell’opera, superficie viva che accoglie dissolvenze e stratificazioni. Parallelamente realizza interventi ambientali e installazioni in dialogo con la natura, indagando i temi dello sradicamento, della trasformazione e della fragilità del paesaggio contemporaneo.
Nel 2010 è vincitrice del Premio Artika di Treviso; nel 2012 riceve il riconoscimento all’Art Laguna Prize di Venezia. Nello stesso anno presenta la mostra personale Frammenti a Milano presso la Galleria Maelstrom e successivamente Venature al Circolo Artistico Culturale Lia Mostra d’Ert a Ortisei (BZ).
Nel 2014 partecipa alla mostra collettiva Les mots et les couleurs a Dieppe (Normandia), a cura di Bernard Baritaud, e viene selezionata per la Biennale Internazionale Next Step di Parigi. Nel 2015 espone nella collettiva Enseigne du Bretteur al Théâtre de l’Épée de Bois di Parigi.
Nel 2017 vince il concorso SMACH per installazioni e sculture all’esterno con l’opera Foresta Nera, installata al Plan de Corones (BZ) in prossimità del Messner Mountain Museum Corones (progetto architettonico di Zaha Hadid). Nello stesso anno partecipa a una residenza artistica in Slovenia con esposizioni al Museo di Tržič e alla Galleria Atrij, presentando l’opera Black Boulder.
Nel 2018 entra a far parte della Ronda dell’Arte a Forte Mezzacapo (Venezia) con esposizione permanente dell’opera L’Ultimo Albero. Nel 2019 viene inserita nel parco d’arte permanente Val dl’Ert in Alto Adige con l’opera Foresta Nera.
Nel 2025 partecipa alla mostra collettiva Poli presso Spazio SAC a Milano ed è selezionata per la mostra collettiva Se questo è un uomo a Palazzo del Governatore di Parma, a cura di Chiara Canali, con un dipinto dedicato alla memoria e alla resistenza del nonno Lionello Emilio durante la Seconda Guerra Mondiale. Nello stesso anno presenta la mostra personale Nero Natura al Circolo Culturale Artistico Lia Mostra d’Ert a Ortisei (BZ).