Artwork description / Biography
ISOTTA 1907 celebra il recupero.
Lana, ferro, legno. Tutti materiali di recupero.
Il riciclo è un’ottima fonte di ispirazione e di rispetto verso il mondo in cui viviamo perciò le mie ricerche si orientano in quel senso e l’ultima, in senso cronologico, è la lana.
Uso lana recuperata da vecchi cuscini e imbottite che pazientemente cerco e cardo a mano.
Così spero di ritrovare tutti i sogni, i desideri, le lacrime, i sorrisi, le paure, le gioie e ogni qualsivoglia sentimento delle persone che a quei letti si sono affidati.
La ricerca di questo prezioso materiale è diventata una missione e lavorarlo è un po’ come raccogliere le confidenze di vecchi amici tenendoli ancora qui tra noi.
La lana viene poi consolidata con il cemento.
PASSONIA – Bio
Sono nata a Udine e fin da bambina ho sempre avuto una forte attrazione per la creatività in tutte le sue forme: inventavo mondi fiabeschi, pieni di colori, armonie e immaginazione.
Con il tempo ho sentito il bisogno di trasformare queste immagini interiori in opere su tela, quasi fosse un’esigenza naturale da seguire. I miei lavori sono partiti da figure e segni più definiti, per poi evolversi verso una ricerca più libera, fatta di sperimentazione, armonie cromatiche e contrasti.
Nel mio processo creativo il colore diventa protagonista: all’inizio guidato dalle mani, poi sempre più autonomo, capace di mescolarsi, fondersi e creare forme imprevedibili. È proprio dall’incontro tra acqua, smalti e pigmenti che nasce l’opera, in un dialogo continuo e spontaneo con la materia. Mi sento quasi una levatrice che accompagna qualcosa di nuovo a prendere vita.
La mia ricerca però non si ferma alla pittura. Sono letteralmente affascinata dai materiali e, da qualche anno, sto sperimentando il cemento che mescolo soprattutto ai tessili. Utilizzando tessuti immersi nel cemento e modellati direttamente sul supporto nascono opere tridimensionali, vicine all’altorilievo, ma rese più morbide e fluide dall’effetto dei drappeggi, che sembrano vellutati nonostante la rigidità dei materiali.
Attraverso elementi poveri, dismessi e riciclati cerco di trasformare ciò che è stato abbandonato, restituendogli forza, movimento e una nuova possibilità espressiva.
Nel 2013 ho partecipato al progetto OVERPLAY, evento collaterale della 55ª Biennale di Venezia.