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L'ARTISTA  Sezione Pittura

Anna Pellegrino

nato/a a: Napoli

residenza di lavoro/studio: Portici (NA) (ITALIA)

iscritto/a dal 09 feb 2012

Le opere

Anna Pellegrino | L'incontro

vedi ad alta risoluzione

L'incontro
acrilici con particolari a foglia d'oro, tela di lino
60x60

Anna Pellegrino | L'infinito

vedi ad alta risoluzione

L'infinito
pastello e china, carta fabriano 4
50x70

Anna Pellegrino | Enigma

vedi ad alta risoluzione

Enigma
pastello acquarellabile, carta fabriano
55x44

Biografia

Anna Pellegrino ha conseguito il diploma di maturità artistica presso il Liceo Artistico di Napoli e la Laurea in pittura sotto la guida del maestro Armando De Stefano rispettivamente presso l’Accademia Belle Arti e il Liceo Artistico della medesima città.
Ha partecipato a numerose mostre collettive ed è stata premiata nel corso di prestigiose manifestazioni culturali.
Anno 1980 – Esposizione presso Centro Ricerche per il Design “Ellisse” Napoli
Anno 1982 – Esposizione presso galleria Deoniana, via De Pretis Napoli
Anno 1987 – Premio “del Mattino” per la fotografia presso il Circolo della Stampa Napoli
Anno 1997 – Esposizione Villa Campolieto Napoli
Anno 2001 – Partecipa alla VII edizione Arte Contemporanea “A. De Curtis”
Anno 2001 – Premio “Il Mattino” sala Gemito Napoli VII edizione di Arte Contemporanea “A. De Curtis”
Anno 2002 – 1° premio III concorso di Arti Figurative indetto dalla rivista per artisti “Orizzonti”
Anno 2002 – Personale di pittura presso la galleria “Spazio Arte” Napoli
Anno 2002 – Collabora come illustratrice con la casa editrice Hachette Rusconi
Anno 2004 – Premio menzione speciale per la grafica alla XXIX rassegna d’arte “La Telaccia D’Oro” presso Teatro Reggio di Torino
Anno 2004 – Partecipazione “Expo Arte Padova”
Marzo 2005 – Partecipazione “Vitarte” Expo di Viterbo
Luglio 2005 – Premio speciale per il pastello alla XXX rassegna d’arte “La Telaccia D’Oro 2005” Teatro Reggio Torino
Novembre 2005 – Partecipa alla XVI edizione “Expo Arte Padova 2005”
Gennaio 2006 – Partecipa alla II edizione “Expo Arte Genova 2006”
Luglio 2006 – Esposizione 9/13 luglio nelle sale Bosio Beau Marhcais dell’Hotel De Paris Montecarlo
Dicembre 2006 – Partecipa all’VIII edizione “Expo Arte Contemporanea” Reggio Emilia 2006”
Giugno 2008 – Esposizione Villa Ormon – Sanremo
Luglio 2008 – Esposizione Sala Bosio Hotel De Paris – Montecarlo
Ottobre 2008 – Collettiva Salone Arengo Del Broletto – Novara
Novembre 2008 – X edizione Expo Arte – Reggio Emilia
Dicembre 2008 – Rassegna d’Arte “L’Alchimista” – Studio D’Ars Milano
Febbraio/Marzo 2009 – Mostra Collettiva “Lalchimia” – Galleria 9 Colonne “La Nazione” La Spezia
Ottobre 2009 – Collettiva Salone Arengo del Broletto Novara
Febbraio 2010 – Immaginifica Collettiva Galleria Unique Torino – Corso Vittorio Emanuele II
Ottobre 2010 – “Artistica 2010” Palazzo della Ragione Verona
Maggio 2011 – “Torino Arte 150” Galleria Unique Torino Palazzo Barolo – Torino
La pittura è un cristallo di Murano
Anna Pellegrino ha iniziato la sua attività artistica presentando le sue opere in varie gallerie e palazzi storici della città nativa ed è stata premiata nel corso di prestigiose manifestazioni culturali durante le quali sono emerse le sue qualità stilistiche; l’artista associa l’eleganza e la raffinatezza del disegno e del colore all’incisività del segno, nonché alla profondità di contenuti, che rendono singolare il suo stile.
Lo stile pittorico di Anna Pellegrino si evidenzia attraverso la ricerca spasmodica all’eleganza e alla definitezza della forma, sotto l’aspetto fondante del disegno, ma di un disegno etereo, come colto in un gioco di trasparenze e di dissolvenze.
La figura che in esso è magicamente contenuta si dà in ultimo come impalpabile visione che si avvolga in un cristallo di Murano. Lo stesso cromatismo è assoggettato ad un trattamento di castigato e severo stemperamento e quasi di smaterializzazione del colore, per giungere a suggestive spettralità e albalità ideali, tutte interiori e animatrici delle fenomenologie. E’ un viaggio verso la terra vergine dell’immaginario della pittura.
Le figure di Anna Pellegrino, tuttavia, hanno questo di particolare, che non si sottraggono verso le dimensioni e gli orizzonti misticheggianti del simbolismo, anche se presentano assonanze di dettaglio con il sistema linguistico ad onde ad alta intensità psichica, con il “pullulare” di larvalità, con lo sgretolio di notazioni cromatiche, proverbiali di quella tendenza. Soprattutto, con le cascate di linee tentacolari, impreziosite da accensioni di riflessi floreali, proprie degli autori della Secessione Viennese, da Klimt e Schiele.
La specificità del procedimento della Pellegrino si fonda sui una scommessa sulla consistenza, labile, ma non innegabile, della fabulazione umanaattestandosi sullo spartiacque dell’al di qua, mentre i simbolisti inseguivano la tensione dell’oltranza e dell’oltrepassamento, come stregati dall’interrogazionedi misteriosi enigmi.
A prima vista, potrebbe sembrare che decisivo sia anche per Anna Pellegrino l’intrigo di trensioni e di nessi interagenti fra loro sinergicamente, come risulta nei reticoli che intrigano la bella e la bestia, il padre e la figlia, il fratello e la sorella, nella serie dedicata all’incesto.
A osservare bene invece la vicenda si svolgee cresce non indirizzandosi verso l’alonalità del mistero, piuttosto rivolgendosi a noi, per interrogarci irriducibilità dello hic et nunc.
Orazianamente l’autrice sembra sottolineare che la fabula riguarda proprio l’interlocutore, mettendone a nudo l’ambiguità.
L’intrigo, quindi, si trama, non più tra l’artista, con la sua aura, la sua sensibilità, la sua missione e il mistero oceanicamente insondabile, ma sotto i nostri occhi e con la nostra complicità. Esso si dà e si storicizza nella prassi della ricezione compiaciuta, dal riscontro della medesimezza tra l’esecuzione e la commissione (latente) data dall’artista.
L’arte di Anna Pellegrino è della mediumnicità o del dar voce a domande e attese segrete di chi guarda colpevolmente, dietro la maschera del fruitore.
I percorsi delle sue linee e delle raffinate velature cromatiche, ottenute con un’applicazione allo stremo di una pazienza certosina, ma grazie anche all’intervento di ritrovati tecnici, tracciano sentieri e atmosfere di “ritorno” all’umanità nascosta, provocando discese avventurose nell’interiorità e divagazioni nell’intrigato labirinto della nostra mente e delle ambivalenze della nostra psiche.
Ugo Piscopo