L'ARTISTA Sezione Fotografia
Ermes Ricci
nato/a a: Imola (BO)
residenza di lavoro/studio: Imola (BO) (ITALIA)
iscritto/a dal 21 gen 2012
sito web: http://www.ermesricci.it
Le opere
Biografia
ERMES RICCI.
L’AUTENTICITA’ DI UN ARTISTA ECLETTICO
“Calmo di natura ma frenetico nellesecuzione delle mie opere,
uso la pellicola istantanea come mezzo improprio x dipingere.
Ciò mi permette di eseguire i miei lavori rapidamente
senza cali di tensione o di ispirazione.
Mi ha sempre attratto la pittura
ma non ho mai avuto la pazienza per dipingere ritratti…”
Ermes Ricci. Raccontare il percorso artistico di questo eterogeneo narratore di sogni potrebbe risultare alquanto impegnativo ma allo stesso tempo divertente.
Artista dalle mille sfaccettature, nato e cresciuto a Imola, comincia la sua intraprendente attività inizialmente come pasticcere, da cui diverrà noto con lo pseudonimo di “Pasticcio”. Giunto ad una importante svolta della sua vita, nel 1980 “scopre” nella macchina fotografica un importante strumento che sarà fondamentale nel corso della propria espressione poetica. Comincia come fotografo sportivo collaborando con i periodici Guerin Sportivo e Moto Sprint: nel suo lavoro, dal quale si riflette la grande passione per le moto, colpisce la straordinaria capacità di rendere eterni attimi irripetibili di dinamismo e velocità esaltandone il gesto.
Grazie a uno stage sulla fotografia etnica presso l’Università di Miami in Florida, Ermes scopre un nuovo interesse verso il reportage che lo porta a viaggiare ininterrottamente per il mondo, alla scoperta delle sue bellezze, della natura nel suo stato più intenso e selvaggio, della sua gente e dei suoi rituali. Dalle popolazioni indigene dell’Africa, del Sud America e dell’Australia, i suoi scatti vogliono catturare un istante di vita quotidiana e di infiniti paesaggi; ritraggono donne, vecchi e bambini dal forte aspetto pittoresco, vigorosamente definito dalla loro cultura ancestrale.
Ma appena può, fugge dalle sue origini occidentali verso la sua più grande passione: l’India, con la sua gente, le sue tradizioni, i suoi riti, la sua ospitalità… L’eterno amore che lega Ermes a questa terra ancora infinitamente misteriosa, si rispecchia in tutta la sua vigorosa potenza nei numerosi scatti che disegnano preziosi ritagli nativi da un mondo inaspettato. Un “sogno” senza tempo in cui Ermes desidera entrare raccontandosi e raccontando di enigmatiche leggende arcaiche, attraverso l’armonia delle immagini a colori espresse da calde e fulgide tinte esotiche, contrapposta alla saggezza e alla solenne austerità effigiata dalle fotografie in bianco e nero.
Tuttavia, quando non è rapito dal sogno indiano, Ermes non manca di volgere l’obiettivo della sua macchina fotografica verso le tradizioni locali della sua terra e in Europa: tra sagre paesane e feste popolari, coglie ritratti di persone semplici tramutate in improbabili ed immortali protagoniste e diventate emblemi della sua opera fotografica.
La passione per la vita in tutte le sue forme lo porta, nel 1995 nella Sarajevo assediata, partecipando con lassociazione il Ponte insieme a Carlo Lucarelli, Roberto Mantovani e Roberto Roversi ad un progetto di aiuti alla popolazione vittima della guerra. Le foto di questa esperienza sono servite non solo a testimoniare, ma anche a sensibilizzare il pubblico delle sue mostre in progetti di raccolta fondi per Sarajevo.
Ermes viaggia molto ma allo stesso tempo costruisce rapporti e collaborazioni. Nel 2000 è tra i fondatori del “Gruppo Polaser”, singolare associazione di 37 tra fotografi ed artisti italiani che, tramite l’uso esclusivo di pellicole della mitica macchina fotografica americana “Polaroid”, attraverso tecniche di collages, manipolazione e trasferimento di immagine, ne esaltano le infinite possibilità creative celebrandola come strumento al servizio dell’arte contemporanea.
I ritratti di Ermes descrivono immagini impure, combinazioni di segni e grafie, eseguiti con l’immediatezza di gesti spontanei ed intuitivi che esprimono la rapidità di esecuzione e riproduzione creando un legame immediato arte-vita.
In seguito, ispirato dai lavori fotografici di Maurizio Galimberti, Ermes dedica particolare attenzione per il ritratto a mosaico eseguito con pellicola Image. La tecnica del foto-mosaico, composta dall’insieme di pellicole “Polaroid”, si ispira alle note ideologie del Futurismo e del Cubismo attraverso il concetto del ritmo e del movimento. La tecnica utilizzata per questo particolare tipo di ritratto si basa sull’appoggio diretto della camera sulla zona del viso o del corpo da fotografare e, successivamente facendo un collage delle immagini si realizza la composizione. Una maniera di fotografare molto simile alla pittura.
Da 3 anni ha iniziato questo progetto foto-pittorico realizzando ritratti a personaggi dellarte e della cultura con la tecnica del collage Polaroid, tra i quali Carlo Lucarelli, Germano Sartelli, la “maga” Ivana, Muky, Luigi Rimondini ed Emidio Galassi.
Nel frattempo, spinto dall’inesauribile curiosità che lo contraddistingue e la straordinaria capacità di rapportarsi verso altri mezzi e materie, alla scoperta di nuovi orizzonti espressivi, Ermes sperimenta l’utilizzo artistico di ceramica, pittura e scultura. Grazie all’amico scultore e ceramista faentino Emidio Galassi, Ermes conosce e impara la tecnica del Raku che utilizza soprattutto nella creazione di una serie di sculture e decalcomanie a freddo, ottenute attraverso l’impressione della pellicola “Polaroid” sulla superficie dell’oggetto ceramico finito. La curiosa serie delle Galline in ceramica Raku descrive in maniera efficace tutto lo spirito sarcastico, ironico e giocoso di Ermes, attraverso corpi paffuti e abbondanti di pollastre dall’aspetto fiero e soddisfatto, raffigurate sdraiate, dormienti, a cavallo di un grosso pesce, sull’altalena, mentre volano ecc.
Ermes Ricci non manca di esporre la propria opera in numerose gallerie in Italia e all’estero, ottenendo continuamente importanti riconoscimenti. Le mostre più significative sono state a Parigi presso la Città Universitaria e alla galleria Art Core con un progetto su Molière, al Teatro Politeama a Genova, al Centro Italiano della Fotografia dAutore con i maggiori autori italiani, a Palazzo dei Diamanti a Ferrara e l’ultima personale a Matarò (Barcellona) in Spagna.
Alcune delle più recenti opere sono ancora eseguite con la vecchia pellicola “Image”, altre invece nascono con la nuova “Pogo”. Gli ultimi lavori fotografici di Ermes si basano sulla ricerca di nuovi materiali espressivi in quanto purtroppo non potrebbe essere garantita una futura produzione delle vecchie pellicole Polaroid. Le bramosie d’originalità di Ermes dunque continuano... e non mancheranno di stupirci. Ancora una volta…
Daniela Brugnoto










