Descrizione Opera / Biografia
Biografia:
Alexa Baldessari, nata e cresciuta il 04.09.2000 a Bressanone, Alto Adige (Italia), ha studiato presso
il Liceo Artistico di Bolzano. Dal 2017 al 2018 ha vissuto un anno all’estero in Nuova Zelanda,
un’esperienza che l’ha profondamente influenzata e da cui continua a trarre ispirazione, in
particolare per la sua arte.
Dopo il diploma, si è trasferita a Como per frequentare l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli.
Durante questo periodo, ha avuto le sue prime esperienze nel mondo dell’arte partecipando a
diverse mostre. Nel 2023 si è laureata con lode e ha iniziato a lavorare come artista freelance e
graphic designer. Parallelamente, continua il suo percorso nel mondo dell’arte prendendo parte a
mostre, open call e fiere d’arte.
La sua principale fonte di ispirazione è la natura, insieme ai suoi viaggi avventurosi, che le
permettono di entrare in contatto con culture ed etnie diverse. Nutre un profondo interesse per le
tradizioni e le usanze dei popoli che incontra, che ammira e rispetta. Queste interazioni con le
comunità locali e il loro ricco patrimonio culturale le offrono una nuova prospettiva e una maggiore
comprensione della propria cultura.
Ogni sua opera nasce da una curiosità instancabile: crea per comprendere ed esplorare ciò che la
affascina.
Descrizione Opera:
GÜNTHER è un’opera scultorea incentrata su un cranio bovino trasformato attraverso stratificazioni di cera pigmentata. Il materiale avvolge la superficie come ghiaccio creando l’impressione di un oggetto sospeso tra conservazione e decadimento.
L’opera nasce dall’idea di un teschio congelato — un elemento naturale che viene lentamente riassorbito e trasformato dalla natura stessa. Attraverso la cera, il cranio sembra subire una lenta metamorfosi, come se fosse esposto al gelo, al tempo e a forze ambientali capaci di alterarne gradualmente la forma originaria. La materia non si limita a ricoprire l’oggetto, ma sembra quasi assorbirlo, cristallizzandolo in uno stato di transizione.
Allo stesso tempo, la scultura evoca una tensione tra movimento e immobilità: una trasformazione ancora in corso, ma improvvisamente interrotta. Il cranio diventa così frozen in time, sospeso in un presente eterno in cui decadimento, conservazione e rigenerazione coesistono.
L’opera riflette inoltre sul rapporto tra natura e memoria. Ciò che un tempo apparteneva a un corpo vivente viene lentamente riassorbito in un ciclo naturale più ampio, suggerendo al tempo stesso fragilità e permanenza. Radicato nel paesaggio alpino e nella memoria culturale dell’Alto Adige, il lavoro si configura come una meditazione sul tempo, sull’ambiente e sul silenzioso potere della trasformazione.