Descrizione Opera / Biografia
‘Portare luce dove c’è buio’ è un lavoro che fa parte della recente ricerca ‘Relazione’ con cui intendo indagare le relazioni umane e l’energia invisibile che le abita, in un nostro tempo presente caratterizzato da relazioni artificiali e virtuali che sembrano intaccare l’essere umano e il significato stesso di esistenza.
La relazione umana per me è una vibrazione di energia luminosa. Significa essere visti, essere accolti. Sentirsi parte di una storia. Senza relazione c’è indifferenza e esclusione, e io ho conosciuto questo dolore.
Con ‘Portare luce dove c’è buio’ ho voluto osservare la generatività della relazione umana.
Identità differenti in relazione possono riverberare un senso di ricomposizione capace di restituire nuovi possibili percorsi e visioni, una diversa narrazione che include e genera.
Il lavoro è un polittico originato dalla relazione tra colore e materiali, composto da 9 elementi dalle differenti sfumature e intensità cromatiche dipinte con colori acrilici su supporti di diversa natura e convenzione d’uso (polistirene ricoperto da cemento).
Gli accostamenti cromatici e la matericità dei singoli elementi diventano ancoraggio visivo e attenzione emotiva, danno vita a un sistema relazionale dinamico con l’osservatore, con l’intento di generare emozioni e pensieri intimi.
Biografia
Alice Voglino si distingue per opere astratto-concettuali caratterizzate da un personale uso del colore che indagano il senso dell’esistenza, riflettono sul genere umano e sulla sua capacità di generare consapevole significato. La sua ricerca che definisce ‘Umanesimo Relazionale Vibrazionale’ trae spunto da esperienze biografiche osservate con spiccata sensibilità e profondità tanto che le sue emozioni diventano parte del processo creativo.
Nata nel 1995 in Ungheria, vive a Verona dove ha il suo Atelier. Incontra il colore da bambina e presto diventa il suo linguaggio. Dopo la maturità artistica, consegue il Diploma Accademico di I livello alla Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Verona (2018) con una tesi su energia e emozione del colore.
Nel 2025 è semifinalista al concorso Arteam Cup e finalista al VII premio internazionale GAeM – Giovani Artisti e Mosaico nella sezione materiali e tecniche non convenzionali, concorso indetto da MAR – Museo d’Arte Città di Ravenna in occasione della XI Biennale di Mosaico Contemporaneo.
Nel 2024 è finalista ai concorsi d’arte Premio Arte (Cairo Editore), Exibart Prize N.5 e Arteam Cup e viene pubblicata la sua prima monografia, Non c’è confine, (Vanillaedizioni ISBN 978 88 6057 627 9).
Nel 2023 è finalista al VI premio internazionale GAeM – Giovani Artisti e Mosaico nella sezione materiali e tecniche non convenzionali, concorso indetto da MAR – Museo d’Arte Città di Ravenna in occasione dell’VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo; nello stesso anno ottiene riconoscimento di merito al Premio Mestre di Pittura, Venezia.