Descrizione Opera / Biografia
Il 12 Novembre 2023 è stata ritrovata, in un luogo dal clima temperato, una pietra mai vista prima. La stessa è stata chiamata Tiucsibite, ed attualmente risiede in un contenitore ribaltato; così come lo stesso nome della pietra che se letto al contrario si scopre la parola “biscuit”. Della Tiucsibite e sull’origine della sua forma, conosciamo ancora ben poco. Per uno sguardo di un non-geologo pare una pietra come un’altra ed al massimo, per chi è un po’ più informato, potrebbe identificarla di origine vulcanica. Fino ad oggi di questo raro reperto conosciamo solo il luogo dove è stata tratta e la composizione chimica di cui è strutturata, contribuendo a renderla unica nel suo genere. Sembrerebbe infatti composta principalmente da: triticum aestivum (comunemente conosciuta come farina 00), saccarosio, acido butirrico (una sostanza derivante dal lattosio animale) e un legante prodotto dall’ovogenesi. Tutto rimanderebbe ad una sorta di impasto organico per biscotti, dove l’esposizione prolungata a grandi fonti di calore parrebbe l’elemento fondamentale nella generazione di un nuovo oggetto inorganico. Lo stesso racchiude in sé l’ambiguità della materia. Sono tuttora in corso le indagini scientifiche sul luogo del ritrovamento, suggerite dalle coordinate riportate nel titolo del lavoro, che serviranno a portare alla luce nuove informazioni sull’origine della Tiucsibite.
BIOGRAFIA: Andrea Mirra (n.1999 Foiano della Chiana, Arezzo) lavora tra disegno, scultura, installazione e performance, concentrando il suo interesse principale al concepimento del disegno come forma spaziale e scultorea. Il segno che guida la sua pratica si estende verso forme spaziali, trasportando il disegno a forme scultoree che tagliano, incidono e giocano con lo spazio. In contrapposizione con l’idea dell’immagine come fonte fruitiva unicamente visiva, i disegni scultorei di Mirra Andrea, composti principalmente da fili di ferro, invadono lo spazio espositivo creando relazioni con il corpo del pubblico, invadendo luoghi di accesso e deviandone i passaggi. Il ferro, che richiama una connessione con la natura della vita e dell’uomo, acquisisce il valore del segno rugginoso dell’inchiostro che invade le nostre abitudini e i nostri spazi.
Parallelamente, la sua ricerca artistica si sta muovendo anche verso progetti con un’impronta sempre più ironica. Attraverso giochi di parole e ribaltamento di senso, rivela ulteriori significati a materia e oggetti della quotidianità, sia urbani che domestici. Dalle pietre di pastafrolla ai cestini urbani, fino alla segnaletica verticale, Mirra tenta, attraverso giochi ironici di risignificazione, soprattutto linguistica, di offrire uno sguardo ulteriore agli oggetti che ci circondano, in relazione al contesto e alla nostra cultura.