OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Occhi

Occhi
olio e acrilico su carta, incollati su lino, telaio in pioppo
variabili

Angelica Zamblera

nato/a a Brescia
residenza di lavoro/studio: Bergamo, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026


Under 35


visualizzazioni: 60

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Altre opere

 | Occhi

Occhi
olio e acrilico su carta, incollati su lino, telaio in pioppo

 | Balena

Balena
olio su lino, senza telaio
148x295 cm

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audio, radio
4’48” loop

Descrizione Opera / Biografia


L’opera è composta da venti dipinti su carta, successivamente incollati su lino e montati su telai inclinati. Ognuno di questi ospita un occhio di balena che campeggia, inesorabile e interrogante.
La balena, personaggio cruciale nella nostra letteratura e memoria iconografica e simbolica, è qui simbolo di profondità, mistero, inconscio e di una natura ancora primordiale; gli occhi diventano quindi una soglia tra il mondo umano e quello abissale in questo reciproco scambio, producendo nell’osservatore uno spotlight effect: non è più lo spettatore a guardare, egli è guardato. Questo crea una tensione psicologica e mette in discussione la posizione di controllo del fruitore, molto simile alla percezione del mare con la talassofobia, non solo timore dell’acqua, ma dell’ignoto e dell’immensità di ciò che non si vede. L’opera potrebbe evocare una sensazione di smarrimento o vertigine, enfatizzata dalla scelta di inclinare i telai suggerendo instabilità e movimento, come se lo spazio fosse in bilico o immerso.
Zamblera (2002).
Attualmente frequento il corso di Laurea
Biennale di Arti Visive Contemporanee
presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia.
Ho conseguito il Diploma di Laurea
Triennale in Pittura nell’Accademia di Belle
Arti SantaGiulia di Brescia.
Fragilità e complessità nel tentativo di entrare in
relazione con l’altro: questo è il cuore della mia ricerca.
La dinamica dello sguardo diventa spazio di tensione,
mettendo in crisi la posizione dello spettatore e
rivelandone la vulnerabilità.
La scelta del mare e dei suoi abissi, della sua profondità
e complessità nella storia e nell’immaginario collettivo,
risponde al mio tentativo e approccio di indagine
nei confronti della paura dell’ignoto, accogliendo,
anche, la consapevolezza di non poter comprendere o
controllare pienamente tutto ciò che accade - o potrà
avvenire.