Descrizione Opera / Biografia
Il lavoro del 2026 è realizzato a partire da un’approfondita ricerca tecnica sullo strato più profondo della pittura: l’imprimitura, resa qui evidente e utilizzata nella sua risultante estetica e formale più esplicita. Stendendo su lino grezzo una mistura di colla di coniglio, caolino e olio di lino cotto, in dieci strati, si va a formare una spessa patina naturalmente giallognola, senza l’aggiunta di pigmenti. Successivamente viene levigata fino a formare una superficie estremamente liscia e leggermente oleosa su cui la grafite tratteggiata scorre senza attrito mitigando la sua brillantezza mischiandosi e asciugando insieme all’olio, fino a raggiungere l’opacità.
il soggetto fa parte di un immaginario ancestrale, scaturito da linee antiche. Il sorriso è lo stresso, ancora vivo, dell’arte del periodo arcaico greco, pan-mediterraneo o mesopotamico, non come espressione psicologica di felicità, ma come espressione ieratica a metà tra umano e divino, tra presenza materiale e spirituale. Come la pittura: un segreto evidente. un’unità dicotomica, una coincidenza di pre-socratica memoria: uomo/dio, individuo/mondo, curva/retta. L’obliquo, l’ubiquo; come appunto i sorrisi dei Kuoroi e delle Korai.
La linguaccia è il gesto apotropaico delle gorgoni e delle belve, inconsapevole per lo più nel presente, giocoso e irriverente. Ed è questo mi interessa, recuperare con il gioco della pittura, anche solo inconsapevolmente quella sacralità che sta in noi, dimenticata, imbrigliata nei dogmi morali o relegata ad una questione di ego o di solo “benessere” individuale ed individualista.
La figura è una figura cornuta, non è che sia un diavolo, un demone o sia una cosa precisa. I satiri, le rappresentazioni generiche di divinità cornute, le incisioni rupestri, la cultura della valle dell’Indo, le statuette micenee, gli etruschi, i celti, sono tutti riferimenti interni ma non sono una cosa specifica o meglio sono un’idea comune.
Le corna sono come una corona, un’aureola di materia e non di spirito disincarnato ed etereo. Una cosa corporea come la pittura, una sacralizzazione della materia, infatti; come la pittura.
Ascanio Ciardulli, 29/01/1996 Varese
Vive e lavora a Milano, dove si è diplomato all’ Accademia di Belle Arti di Brera.