Descrizione Opera / Biografia
L’opera nasce dalla sovrapposizione tra paesaggio e corpo, fino a rendere i due elementi quasi indistinguibili. I calanchi diventano una superficie organica, attraversata da tensioni e aperture create dal filo, che interrompe l’immagine senza mai definirla completamente. Il ricamo agisce come gesto fisico e stratificazione del tempo, trasformando la fotografia in uno spazio sospeso tra presenza e assenza, erosione e memoria.
/
Betty Salluce (Matera, 1992) è un’artista visiva italiana che vive e lavora a Pisa. La sua ricerca si sviluppa attraverso fotografia, ricamo, installazione, intrecciando corpo, paesaggio e memoria in un linguaggio multidisciplinare che indaga il rapporto tra individuo e ambiente.
Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove approfondisce il rapporto tra corpo e immagine, prosegue la sua formazione a Torino presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. Durante gli anni torinesi lavora negli atelier di Paolo Grassino e Luigi Mainolfi, esperienze che contribuiscono ad ampliare la sua riflessione sulla materia, sul gesto e sulla relazione tra corpo e spazio.
La sua pratica nasce da un lungo processo di osservazione e attraversamento dei luoghi: architetture marginali, territori in trasformazione, superfici e tracce diventano elementi di una ricerca che riflette sul tempo, sull’identità e sulle modalità contemporanee dell’abitare. Attraverso il filo e la cucitura interviene sull’immagine fotografica trasformandola in una superficie fisica e sensibile, dove gesto, tempo e materia modificano la percezione dello spazio e della memoria.
Negli ultimi anni la sua ricerca si è orientata verso opere in cui il corpo non è soltanto rappresentato, ma diventa presenza, attraversamento e possibilità di relazione. Centrale nel suo lavoro è anche il recupero del ricamo come linguaggio contemporaneo, capace di attivare riflessioni culturali, sociali e identitarie.
Nel 2024 vince il Premio Cramum Reti for Art. Nel 2026 presenta la mostra personale Punti di contatto – Restiamo in ascolto presso Gaggenau a Milano.