Descrizione Opera / Biografia
Descrizione opera
Realizzato nel 2024, questo autoritratto nasce in un periodo di sospensione della pratica pittorica, segnato da un isolamento imposto da lavoro e studio. L’immagine prende avvio da una fotografia dell’artista, utilizzata come matrice operativa: un punto di partenza che la pittura sottopone a un processo di analisi e riduzione.
La scena si svolge in una cucina trattata come ambiente neutro, quasi tecnico. La luce fredda, la resa dei materiali e la precisione delle superfici richiamano una disciplina dello sguardo che dialoga con la tradizione fiamminga, intesa come metodo di attenzione estrema al dato visivo. La pittura non mira alla traduzione dell’immagine fotografica, ma alla costruzione di un campo percettivo in cui il quotidiano viene distillato fino a diventare struttura.
La figura non è presentata come centro narrativo, ma come elemento di equilibrio interno all’immagine. La postura raccolta introduce una tensione controllata, che definisce il ritmo visivo dell’opera senza ricorrere a espressività diretta. L’autoritratto si configura come un dispositivo di verifica: un modo per misurare la distanza tra l’istantaneità della fotografia e il tempo lento della pittura.
Il lavoro si fonda su un processo di concentrazione prolungata: la pittura opera per sottrazione e rigore, trasformando l’immagine in uno spazio di attenzione meditativa. Ogni elemento è ridotto alla sua funzione essenziale, restituendo allo sguardo una profondità disciplinata.
Biografia
Chiara Galioto è un’artista part‑time e musicista che sviluppa una ricerca pittorica centrata sull’osservazione analitica del reale e sui processi percettivi che ne determinano la costruzione. La sua pratica, fondata sulla pittura a olio, indaga il dettaglio come dispositivo di rivelazione capace di attivare memoria, tensione emotiva e riflessioni sulla forma.
Il suo archivio fotografico personale costituisce il principale campo d’indagine: frammenti di quotidiano che, trasposti nella pittura, acquisiscono densità semantica e generano narrazioni legate alla solitudine, alla contemplazione e alla dialettica tra identità artistica e professionale. Ispirata alla pittura del Seicento e al realismo contemporaneo, lavora su ritratti, paesaggi e nature morte. Ha studiato Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Foggia e nel 2021 ha ricevuto un attestato di merito al Luxembourg Art Prize.