OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Fotogramma_Onirico_004

Fotogramma_Onirico_004
mista, vetroresina - alluminio
60 cm x 80 cm

Costantino Peroni

nato/a a Novara
residenza di lavoro/studio: Novara, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026


visualizzazioni: 41

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Descrizione Opera / Biografia


Fotogramma_Onirico_004
dal ciclo HYPNOS – Sulla corda di un sogno
Ispirata alla struttura della Stele di Rosetta, l’opera rielabora il concetto di traduzione attraversando epoche e sistemi di segni: tracce cuneiformi, scrittura alfabetica e linguaggio contemporaneo delle emoji convivono sulla stessa superficie, come livelli di una memoria collettiva stratificata.
Ma ciò che si trasmette non è solo il linguaggio in quanto codice. Nei tre inserti in alluminio, figure tratte dagli scacchi emergono come frammenti narrativi: non semplici citazioni, ma presenze che introducono una tensione latente. La scacchiera diventa metafora di un conflitto permanente, dove le pedine — come gli uomini — vengono mosse all’interno di dinamiche che si ripetono nel tempo.
In questo slittamento tra sistemi simbolici, l’opera suggerisce una continuità più profonda: cambiano le forme, cambiano i segni, ma alcune strutture restano immutate. La guerra, come linguaggio universale e persistente, attraversa le epoche e si inscrive nei codici della comunicazione umana, trasformandosi ma senza mai scomparire.
Nel contesto del ciclo HYPNOS, questo bassorilievo si configura come un frammento sospeso, un “fotogramma” in cui il sogno non dissolve il reale, ma lo ricompone, rivelandone le contraddizioni e le ricorrenze.
Descrizione ciclo HYPNOS
Il ciclo HYPNOS – Sulla corda di un sogno rappresenta il nucleo più profondo e identitario della ricerca artistica di Costantino Peroni. Attraverso il linguaggio del bassorilievo, l’artista costruisce un universo visivo che attinge direttamente alla dimensione onirica, intesa non come fuga dalla realtà ma come spazio in cui il mondo interiore e quello esterno si incontrano, si sovrappongono e si interrogano a vicenda.
Le opere nascono da accostamenti volutamente inattesi: immagini, simboli e frammenti narrativi apparentemente disconnessi vengono ricombinati in composizioni dense di tensione e significato. Come accade nei sogni, la logica non è lineare ma emotiva e simbolica. In questo flusso emergono temi universali e profondamente contemporanei – l’incertezza, la violenza, il conflitto, il linguaggio, i sentimenti, la condizione umana – che affiorano sotto forma di visioni sospese, ambigue, talvolta disturbanti.
Il riferimento formale alle metope dei templi greci è centrale: come quelle antiche lastre scolpite raccontavano miti, battaglie e valori collettivi attraverso immagini sintetiche e simboliche, così i bassorilievi di Peroni si configurano come fotogrammi di un racconto più ampio. Ogni opera è autonoma, ma allo stesso tempo parte di un mosaico narrativo in cui passato e presente dialogano continuamente. La tradizione classica viene quindi rielaborata in chiave contemporanea, non come citazione, ma come struttura narrativa capace di accogliere le contraddizioni del nostro tempo.
Il bassorilievo, con la sua tridimensionalità contenuta e la continuità tra figura e sfondo, diventa il mezzo ideale per dare forma a questo immaginario: una tecnica antica che permette di costruire scene complesse, stratificate, in bilico tra apparizione e scomparsa. Le immagini non si impongono, ma chiedono allo spettatore di sostare, di leggere, di interpretare.
Nel ciclo HYPNOS, ogni opera è dunque un frammento di sogno e insieme un dispositivo di riflessione. Il percorso non segue un ordine narrativo rigido, ma si apre a una fruizione libera e personale, proprio come accade nell’esperienza onirica. In questo spazio sospeso, le sculture diventano luoghi di memoria, simboli condivisi, specchi nei quali ciascun visitatore può riconoscere parti di sé e del proprio tempo.
Biografia
Costantino Peroni (Novara, 1953) è uno scultore autodidatta che ha sviluppato fin da giovane un percorso indipendente, trasformando una ricerca personale in una pratica artistica coerente e continuativa. Il centro del suo lavoro è l’indagine su luce e ombra, intese come elementi strutturali: l’ombra, in particolare, diventa presenza attiva che amplia il significato della forma e dialoga con lo spazio.
La sua ricerca si orienta verso un’essenzialità formale e una riflessione sulla bidimensionalità della scultura, sviluppata attraverso materiali come argilla, granito, marmo, resina, ferro e acciaio. La produzione si articola in cicli – tra cui Folla-Ombra, Sonnambuli, Eremiti e Pro-Fili – fino al ciclo Due-in-Uno, in cui la trasparenza materica consente una lettura bilaterale e dinamica dell’opera.
Una parte centrale del suo lavoro è dedicata alla dimensione onirica, intesa come spazio simbolico instabile. Nel ciclo Sulla corda del sogno, ispirato a Hypnos, le opere si configurano come frammenti narrativi non lineari, in cui bassorilievo e tridimensionalità costruiscono immagini sospese tra realtà e visione.
Questa ricerca trova sintesi nella mostra personale Hypnos – Sulla corda del sogno (2025, Castello Sforzesco di Novara), dove le sculture creano un ambiente visionario fondato sull’equilibrio tra luce, ombra e forma.