ARTWORK IN CONTEST | Section Painting

 | Rotte e Destini

Rotte e Destini
tecnica mista e intreccio di carta/cartoncini di recupero su laminil, laminil/base strutturale - carta/cartoncini, intreccio manuale
h 102 x l 142 x p 6 cm

Daniela Lazzari

born in Venezia
work/study place: Mogliano Veneto, ITALIA


in contest since Apr 29, 2026

https://www.danielalazzari.it/


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 | Rotte e Destini

Rotte e Destini
tecnica mista e intreccio di carta/cartoncini di recupero su laminil, laminil/base strutturale - carta/cartoncini, intreccio manuale
h 102 x l 142 x p 6 cm

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Rotte e Destini
tecnica mista e intreccio di carta/cartoncini di recupero su laminil, laminil/base strutturale - carta/cartoncini, intreccio manuale
h 102 x l 142 x p 6 cm

 | Rotte e Destini

Rotte e Destini
tecnica mista e intreccio di carta/cartoncini di recupero su laminil, laminil/base strutturale - carta/cartoncini, intreccio manuale
h 102 x l 142 x p 6 cm

Artwork description / Biography


Descrizione: Rotte e Destini. In quest’opera concettuale e materica, i due tracciati a zig-zag, nero e bianco, al centro della lastra di Laminil nero, rappresentano in parallelo “rotte” e “destini” e danno forma a una profonda riflessione filosofica sui concetti di tempo, scelta e divenire. L’opera si struttura come una narrazione visiva in cui il materiale stesso, striscette di carta o cartoncino con fori, agisce da alfabeto, trasformando il pensiero in “grafia” tridimensionale. Il primo tracciato, striscette nere, simboleggia l’insieme dei percorsi orientati al futuro. Nonostante l’andamento zigzagante, che suggerisce deviazioni, incertezze o ostacoli, la traiettoria mantiene una direzionalità verso il “poi”, rappresentando la speranza e la progettualità attiva. Il secondo tracciato, striscette bianche, pur condividendo la stessa geometria ha una valenza differente. Rappresenta il punto d’arrivo, l’evoluzione delle scelte nell’esito delle rotte. I due tracciati non sono indipendenti, ma interconnessi: se le rotte costituiscono il cammino, il destino ne è il risultato. Entrambi riflettono la costante trasformazione dell’identità. Lo zig-zag descrive una serie di cambiamenti, tappe e aggiustamenti che si raggiungono progressivamente. L’andamento delle striscette nel secondo tracciato denota una “costante riflessione”, indicando che il destino non è predestinato, ma frutto dell’essere artefici delle proprie scelte. Il ritmo visivo richiesto per seguire le linee spezzate evidenzia il “continuo movimento” e la trasformazione ininterrotta sia delle rotte che dei destini. La scelta del supporto di Laminil, materiale liscio e leggero, crea un contrasto con la tridimensionalità e la matericità delle striscette applicate, rendendo il tracciato nitido ma allo stesso tempo fisico. Le striscette di carta o cartoncino monocrome, talvolta punteggiate da fori, non sono semplici decorazioni, ma vere e proprie “lettere” o unità di misura del pensiero: il loro ritmo e la loro successione narrano il susseguirsi delle riflessioni che le hanno generate. L’introduzione di fori, nel tracciato “destini”, può essere interpretata come un elemento di discontinuità, un “vuoto” che permette alla luce o allo sfondo di interagire con il tracciato, suggerendo spazi di pausa, dubbi o aperture nel percorso di vita. L’opera è una mappa biografica e filosofica in cui la scrittura artistica trasforma il supporto in uno spazio di meditazione sul tempo, l’autodeterminazione e il divenire esistenziale.
Biografia: Daniela Lazzari. Il suo percorso artistico si delinea come un’evoluzione organica tra rigore progettuale e sperimentazione plastica radicato nella formazione architettonica che segna il suo approccio alla creazione. Formatasi presso il L.A. di VE (1971) e laureatasi all’IUAV di VE (1976), ha maturato una visione dello spazio che informa ogni sua opera. Per oltre trent’anni ha trasmesso questa sensibilità presso il L. A. “M. Guggenheim” di VE, insegnando Progettazione, Scenotecnica e Design. Ha affiancato la libera professione, occupandosi di fashion management e grafica editoriale, curando tra i vari progetti il catalogo Tramalogie di A. Moro-Lin (artista Fiber Art) per il MUVE di VE. Questa poliedricità converge nel 2016 nel progetto artistico “Narrazioni”, dove il supporto tecnico (Laminil) e la materia fragile (carta) dialogano per creare architetture tridimensionali del pensiero. Per lei, l’architettura è intesa non solo come competenza tecnica, ma come lente filosofica per riprogettare la ”tessitura spaziale”. Il suo metodo creativo è meticoloso: parte dallo studio tecnico e dal disegno (a mano o CAD), per poi trasferirsi sul supporto. Qui, la precisione del segno incontra la mutevolezza della materia, data dai numerosi nastri di carta inseriti in apposite fessure, che assumono significati e si colorano in base alla tematica affrontata. L’esordio ufficiale avviene nel 2019 con la mostra “CASA DI VITA-ARMONIA DEL TEMPO” a Villa Barbaro a Maser, di ARTLIFE for the world. Segue un’intensa fase espositiva con personali come “Narrazioni” in due Gallerie: Chirignago (2022) e Lido di VE (2023), oltre a numerose esposizioni collettive, organizzate da associazioni culturali, contrassegnate da un’originale ricerca creativa. La validità della sua ricerca è confermata da importanti riconoscimenti critici: finalista al PMP di Mestre del Il Circolo Veneto (2023) e Menzione di Merito nelle edizioni 2024, 2025 e 2026, oltre a essere finalista al prestigioso Exibart Prize N4 (2024). La sua opera è inserita in contesti di rilievo istituzionali, come la mostra “RI-NASCITE, l’arte al femminile” presso il MUPA (2023/2024) e la rassegna internazionale “Espansioni” a TS e Nova Gorica (2024/2025) che sottolinea il suo impegno nei percorsi di creatività delle donne. Con la partecipazione alla collettiva “10+MODERNART” tra BG e VE (2025), consolida il suo stile personale, in cui l’architettura si fa trama e la carta diventa il volume su cui abita la memoria