Descrizione Opera / Biografia
C’è un momento, nella vita degli alberi, in cui il tempo
diventa visibile. I cerchi concentrici del tronco sono un
archivio cosmico: ogni anello è un anno, ogni anno una
vibrazione della materia nel grande spartito della natura. In
Specchio questo tempo sedimentato diventa il punto di
partenza di una trasformazione percettiva: l’artista prende
un frammento di vita naturale e lo muta in una superficie di
riflessione, quasi fosse un piccolo universo compresso. La
sezione del tronco appare come una geologia dell’esistenza,
una stratificazione biologica che ricorda la struttura di
universi concentrici. Ma i bordi bruciati introducono un
passaggio ulteriore: il fuoco, energia primordiale, segna la
materia e la trasforma, lasciando una soglia visibile tra
natura e metamorfosi. La superficie cromata, invece, muta
radicalmente la natura dell’oggetto: ciò che era memoria
diventa riflessione. Il tronco si trasforma così in uno specchio
che accoglie l’immagine dello spettatore. Ogni osservatore
che vi si riflette genera un nuovo centro percettivo
dell’opera, creando una molteplicità di universi visivi
simultanei. L’opera non è più un oggetto statico ma un
campo dinamico di percezioni.