Descrizione Opera / Biografia
Eleonora Rossi ( Arezzo – vive e lavora tra Arezzo, Ravenna e Roma), si laurea nel 2009 in Lingue e Comunicazione Interculturale. Nel 2010 si diploma al primo Corso Annuale della “Scuola Romana di Fotografia” a Roma.
Fra le esposizioni:
2020 Honorable Mention in the 2020 edition of the International Photography Awards, Analog Film – Fine Art.
2020 Photo selected by Lensculture’s editors to be featured in the Street Photography Awards 2020 Competition Gallery.
2019 First Award to photography ”Art Business”, International Biennal of Art and Culture “RomArt 2019” at the Domitiano Stadium, in Rome.
2018 “XXXVI Ed. Premio Firenze”, at Palazzo Vecchio in Florence.
2017 Honorable Mention in the 2017 edition of the International Photography Awards, One – Shot: People.
2017 Honorable Mention in the 2017 edition of the International Photography Awards, One – Shot: People.
2017 International Biennal of Art and Culture ”RomArt 2107” at the Domitiano Stadium, in Rome.
2013 “TM13 Art Contest”, Temporary Museum, Palermo.
2012 “Egos III”, Royal Opera Arcade Gallery, London.
2012 ”Abstract Dimensions and Real Figures IV edition”, Crisolart Galleries New York.
2011 ”Open Studio”, Arezzo.
2011 “Egos II”, Royal Opera Arcade Gallery, Londra.
2010 “Works in Progress 2010”, Scuola Romana di Fotografia, Roma.
2010 “War is Over, La Scatola dei Ricordi”, Teatro Morlacchi, Perugia.
Nel suo percorso Eleonora Rossi raccoglie opere fotografiche provenienti dai più recenti progetti sviluppati attorno alla sua profonda e costante ricerca di assoluta verità attraverso la fotografia analogica e digitale. Misurandosi con tematiche diverse e utilizzando sempre il suo particolare linguaggio stilistico, E.R. vuole cogliere la verità assoluta di un istante che si materializza e si universalizza in uno scatto. Le sue immagini sono una passeggiata fotografica attraverso la sua esasperata esplorazione della realtà che la circonda, senza alcuna preoccupazione per la cronologia. Lo scatto diviene l’unica verità non riproducibile perché unica, irripetibile, soggettiva e personale. “Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale”. Cit. H.C. Bresson
”You Can Be Anything”, il motto principale e più famoso di Barbie, ovvero ”Puoi essere tutto ciò che desideri”. Questo slogan, lanciato per ispirare il potenziale infinito delle bambine, sottolinea inclusione, diversità e responsabilizzazione femminile, incoraggiando a superare gli stereotipi di genere. E.R. trasmette un messaggio di emancipazione femminile, umanità e superamento degli stereotipi di genere, criticando sia il patriarcato che le aspettative irrealistiche di perfezione imposte alle donne. Invita all’autodeterminazione, celebrando la complessità dell’essere umano, all’armonia della bellezza non necessariamente perfetta, rispetto alla perfezione statica della plastica. Richiama il tema attuale della ricerca ossessiva della perfezione attraverso la chirurgia estetica, trasformando il desiderio di bellezza in una ”devastazione” dell’armonia del volto e del corpo. Volti ”congelati” e ”deformati”, gonfiori innaturali e la perdita di espressività, creando espressioni fisse e talvolta grottesche, vere e proprie malattie psicologiche e sociali contemporanee, causate prepotentemente dalla pressione dei social media, alla ricerca di uno standard di bellezza ”irreale” e perfezionato dai filtri social, che spinge a procedure estreme.
Testo Critico Prof. Vittorio Sgarbi
E’ un compito certamente complesso e delicato quello che si propone Eleonora Rossi: fare fotografia, in modo anche piuttosto tradizionale, prevalentemente analogico, quindi in continuità con la storia che ha preceduto l’era digitale, in un’epoca che comunque la si voglia vedere ha rivoluzionato come nessuna altra i modi di produrla, mettendo a disposizione di miliardi di persone apparecchi sempre più sofisticati attraverso i telefoni cellulari. Chiedersi quale possa essere, nell’epoca dei selfie, il significato di un certo modo di fare fotografia, contemplato dalla Rossi in tutti i suoi generi canonici, dal viaggio al reportage, dal ritratto al fashion, é un po’ come domandarsi quanto potrebbe valere scrivere poesie se tutti si sentissero potenzialmente dei Dante Alighieri. La risposta della Rossi a riguardo mi pare peraltro chiara e convinta: nella pratica di certa fotografia, nella sua materialità imperfetta rispetto alla precisione del numerico, evidenziata credo volutamente in certe grane di stampa, c’é un valore distintivo che non si giustifica solo con la storia. C’é la capacità espressiva di aderire meglio all’approssimazione congenita del genere umano. Il bello e l’interessante in questo mondo stanno in ciò che non é perfettamente compiuto, lasciando ancora adito alla nostra azione di completamento, ... (vedi All.)