Descrizione Opera / Biografia
In quest’opera Emiliano Bazzanella ha firmato il paesaggio come se volesse prenderne possesso. La firma da elemento simbolico che certifica l’esistenza del soggetto, diviene un elemento della realtà che è un’alterità. La volontà di appropriazione si trasforma paradossalmente in una es-appropriazione, ciò che certifica l’identità ne sancisce l’impossibilità.
La firma è un falso e, invece di testimoniare il vero, rappresenta un atto di appropriazione indebita: quando l’artista firma la sua opera per garantirne l’autenticità, sta di fatto «mentendo», poiché l’opera stessa è già destinata a un destino di ripetizione, copia e smembramento. Nella firma, il soggetto vuole opporsi al destino ineluttabile di un’immagine che vive in sé stessa, cioè di un golem visivo che può prescindere dall’uomo e che probabilmente gli sopravviverà.