Descrizione Opera / Biografia
BIOGRAFIA - STATEMENT
(2002, Savona) cresce ad Albisola Superiore. Nel 2021 si trasferisce a Milano, dove frequenta la Scuola di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Qui sviluppa una ricerca incentrata sull’immagine come campo di tensione tra esperienza e memoria. Nel 2024 si trasferisce a Torino per proseguire gli studi in Grafica d’Arte presso l’Accademia Albertina.
Negli ultimi anni il suo lavoro è stato presentato in mostre, premi e residenze tra spazi istituzionali e indipendenti, tra cui Domani il sole sorgerà comunque (BI-BOx Art Space, Biella, 2025–2026), Tornare a casa (Museo della Ceramica di Savona, 2024–2025), Premio Mestre di Pittura X edizione (finalista, MUVEC, Venezia Mestre, 2026), Germinale Monferrato Art Fest (residenza, Castello di Frinco, 2025), Premio Paolo Minoli (finalista, 2025).
Vive e lavora tra Torino e Celle Ligure.
La sua ricerca indaga la pittura come processo di emersione e sottrazione. L’immagine non è data, ma si costruisce attraverso slittamenti progressivi tra visibile e latente, in cui il dato reale viene ridotto fino a una soglia percettiva minima.
La materia agisce come elemento strutturante: superfici tessili, caffè, pigmenti, argille e residui entrano nel lavoro non come segni di riconoscibilità, ma come agenti che modificano la tenuta dell’immagine. Ne deriva una pittura instabile, in cui profondità e superficie tendono a coincidere, in un dialogo continuo tra quotidiano intimo e collettivo.
Il confronto con la grafica d’arte introduce una riflessione sul segno come pressione e traccia, mentre il legame con Albisola permane nella centralità della materia come luogo di trasformazione e all’interno di installazioni cui l’opera ceramica diventa centrale.
DESCRIZIONE DELL’OPERA
Realizzato durante la residenza Germinale Monferrato Art Fest (Castello di Frinco, 2025), ”Quel tuo caldo abbraccio” si sviluppa a partire da un interno domestico ridotto a condizione liminale, dove l’immagine tende a collassare nella propria materia.
Il lavoro è realizzato su un lenzuolo di recupero proveniente dalla casa della nonna materna, che da supporto neutro si trasforma in superficie attiva, capace di assorbire, trattenere e deformare l’immagine. La costruzione pittorica avviene attraverso stratificazioni di materiali eterogenei – caffè, tempera, argilla – a cui si aggiungono pigmenti ottenuti dalla polvere dei mattoni del castello stesso, incorporando nel lavoro il luogo e il tempo della sua formazione.
La pittura procede per addensamenti e rarefazioni: campi scuri comprimono lo spazio, mentre le zone più chiare emergono come affioramenti, senza mai stabilizzarsi in una forma definitiva. La luce non costruisce la scena ma agisce come interruzione, come apertura instabile all’interno della superficie.
Il dispositivo installativo - il lenzuolo - risulta sostenuto verticalmente soltanto da un listello nel lato superiore, permettendogli - una volta appeso - di mantenere le proprietà di morbidezza e leggerezza, lasciando che lo stesso si poggi e arricci al pavimento.
L’opera si situa così in un punto di soglia, in cui vedere coincide con il tentativo stesso di trattenere l’immagine.
Nella pagina instagram @giostalta (link presente nella sezione ”sito internet” per comodità) sono presenti alcune immagini che vedono l’opera installata al Castello di Frinco e presso Bi-Box Art Space.