OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | BLADELIGHT STELE RELICT

BLADELIGHT STELE RELICT
granito azul bahia, marmo bianco di carrara e foglia oro, tavola spiaggiata dal mar mediterraneo nella darsena di viareggio
cm 178x35x20

Gioni David Parra

nato/a a San Giuliano Terme, Pisa
residenza di lavoro/studio: Viareggio, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026

http://www.gionidavidparra.it


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Altre opere

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BLADELIGHT STELE RELICT, PARTICOLARE 1
granito azul bahia, marmo bianco statuario e foglia oro, tavola straccale del mar mediterraneo
cm 178x35x20

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BLADELIGHT STELE RELICT, PARTICOLARE 2
granito azul bahia, marmo bianco statuario e foglia oro, tavola straccale del mar mediterraneo
cm 178x35x20

 | BLADELIGHT STELE X, 2023

BLADELIGHT STELE X, 2023
marmo bianco di carrara e foglia d’oro, tavola di recupero con base in ferro
cm 203x33x17

Descrizione Opera / Biografia


Tratto dal testo in catalogo ”Gioni David Parra. Nuove traiettorie del sublime”
Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, 2025
Il pensiero rivolto alla scultura per noi figli dell’eredità classica e mediterranea ci riconduce a un’idea di volume, di tridimensionalità, a volte immaginata anche nel senso materico del peso, della densità e della solidità della materia. Il marmo in particolare, nobile per eccellenza, porta con sé secoli di tradizione che lo legano alla monumentalità, alla resistenza, alla permanenza nel tempo. Tuttavia, la storia della scultura è anche la storia di un’incessante ricerca verso la leggerezza. Gli artisti hanno cercato nel corso dei secoli di rendere nelle loro opere la rappresentazione del movimento, dello slancio, di andare oltre il peso della materia, verso quella tensione che permette di trascendere i propri limiti fisici.
L’opera di Gioni David Parra si inserisce precisamente in questo percorso di smaterializzazione, in cui la leggerezza diventa poetica dominante. Le sue sculture non negano il peso della pietra, ma ne trasformano la percezione visiva e tattile, sospendendo le forme nello spazio e facendone emergere nuove traiettorie del sublime. Ogni opera, lavorata rigorosamente a mano, lascia intravedere l’artigianalità del gesto che elimina il superfluo, procedendo per sottrazione e, occasionalmente, per aggiunta mirata.
Questa poetica dialoga inevitabilmente con il concetto di ”classico”, inteso non come mera citazione di forme passate, ma come qualcosa che apre a nuove vie interpretative, che continua a parlare nel tempo e che “non finisce mai davvero di dire quello che ha da dire”, come scriveva Italo Calvino in Perché leggere i classici. Così, le opere di Parra, caratterizzate da una fusione armoniosa di elementi naturali come il legno recuperato dal mare e il marmo, impreziosite spesso da tocchi dorati, entrano in dialogo con un immaginario che affonda radici nel classico ma anche nel mondo tardo antico, fino al medioevo, al Trecento che venne poi ripreso anche nel gusto del primitivismo artistico dei primi anni del XX secolo. Parra, alleggerendo il marmo di Carrara, il travertino, il granito di volta in volta impiegati, entra nel dialogo contemporaneo con una forma di sospensione concettuale, di attesa [---] Mentre le sue Stele appaiono come monoliti compositi, ma sempre slanciati, sottili, eterni, apparsi improvvisamente con forme primigenie, fuori dal tempo. [---]
BIOGRAFIA sintetica
GIONI DAVID PARRA
Pisa 1962
Pittore e scultore, dopo anni di affinamento tecnico e tematico tra materie e luce ha assestato la propria ricerca nella lavorazione della pietra. Granito, onice, quarzite, travertino ma soprattutto marmo. Parra vive a Viareggio e lavora a Pietrasanta. Presente e pubblicato in numerose fiere, collabora con prestigiose gallerie nazionali e internazionali. Autore di opere pubbliche. E’ entrato a far parte di diverse collezioni museali. La sua instancabile ricerca è da sempre sostenuta da un grande amore per lo studio e per il progetto. Animato da un’autentico eclettismo presenta sempre nuove visioni. Installazioni aeree o a terra, pittura e tessuti a grandi campiture, elementi scultorei su base o in sospensione su tela. Attraverso un linguaggio unico e riconoscibile ha prodotto diversi lavori iconici sviluppati in serie dal titolo Bladelight, Stele Bladelight, Nocube, MatterConceptual, Stone Textures, MatterSpirit, ecc. Gruppi identificabili per il titolo ma distinguibili sempre in opere uniche e mai seriali. Nell’operare di Parra non mancano i fondamentali della scultura, dal pieno al vuoto, dall’intero allo spezzato, dal geometrico all’ indefinito, dal micro al macro. Un corpo a corpo con la materia per un’arte a misura d’uomo, affidata all’intelligenza delle mani, traendo energia vitale dai fallimenti dell’esperire. Cosicché dove tutto sembrerebbe perduto egli ricostruisce come un’araba fenice una nuova genesi.
”Parra sembra cercare un limite, un punto di disequilibrio prima del quale si ferma. Il marmo si spiritualizza, si libera da ciò che possiede di più plumbeo e terrigno. È come se si staccasse definitivamente dalla montagna non grazie all’uso figurale, ma a quello che veramente si porta dentro come possibilità di reagire alla forma e alla luce.”
Tratto dal testo in catalogo ”Gioni David Parra - Oltre la materia” Valerio Dehò, 2018