Descrizione Opera / Biografia
L’opera installativa ”Occhi nel buio” (2024) ricrea l’atmosfera di una stanza di notte quando nel silenzio e nell’oscurità, rotta solo dalle fievoli luci che provengono dall’esterno, la mente si abbandona a suggestioni e riflessioni sul senso della vita e sul futuro.
Nella mia poetica la metafora della finestra diventa un varco per comprendere la realtà a partire però dal mondo interiore, come confine tra il noto e l’ignoto, tra lo spazio dei ricordi e dei pensieri profondi e il profilo reale di paesaggi e relazioni.
Un ruolo fondamentale è inoltre svolto dall’ombra che, con la sua inconsistenza, si intreccia con la matericità dell’opera diventando fonte di bellezza e allo stesso tempo di tragica drammaticità, ricordando che non è possibile comprendere la realtà solo inquadrandola in schemi razionali.
In un’epoca dove la iper-interazione dovrebbe dare maggiore potenza ai rapporti, si assiste invece a un crescente isolamento dell’individuo che teme di aprirsi all’esterno, all’altro, per paura di mettere a nudo quegli aspetti interiori che talvolta vuole nascondere perfino a se stesso. Ecco allora un invito a cogliere “le notti” di chi ci sta intorno, affinché ritorni “il giorno” con nuove speranze.
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BIOGRAFIA
Giulia Nelli (Legnano,1992), artista visiva, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha conseguito il Master IDEA in Exhibition Design del Politecnico di Milano e sta arricchendo la propria formazione frequentando il Master in Artiterapie e Terapie Espressive dell’Università Cattolica di Milano.
Nel 2026 è finalista delll’XI edizione Premio Fondazione Volker Walter Feierabend. Ha vinto il Crown Fine Art Award (2025) e la 9° edizione del Premio Cramum (2022).
Ha esposto in istituzioni nazionali e internazionali, tra le quali: mudaC - Museo delle arti Carrara (personale, 2026), Museo Diocesano di Brescia (2025), Artra Galleria di Milano (bipersonale, 2024), ex Carcere Sant’Agostino di Savona (2024), Museo Costume Moda Immagine di Milano (personale, 2023), Fondazione Dino Zoli di Forlì (2023), GASC-Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei di Villa Clerici di Milano (2023), Castel Belasi di Campodenno (2023), Chiesa dello Spirito Santo di Govone (personale, 2023), Linificio e Canapificio Nazionale di Villa d’Almé (2023), Spazio Archeologico Sotterraneo di Trento (2022), SAC - Spazio Arte Contemporanea (2022), Fondazione Vittorio Leonesio (personale, 2022), Museo del Tessile di Busto Arsizio (2022), Museo della Permanente di Milano (2021 e 2024), Museo MISP-Museo dell’Arte del XX e XXI secolo di San Pietroburgo (2020) e Palazzo Marliani Cicogna di Busto Arsizio (personale, 2020).
Nel 2024 l’installazione Tra radici sopite e arida pietra è entrata a far parte della Collezione Antropocene del MUSE – Museo delle Scienze di Trento (nell’ambito dell’avviso pubblico PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea).