Descrizione Opera / Biografia
L’opera ”Echo of Hope” nasce da una fase di transizione personale e simbolica. Il seme raffigurato, raccolto presso il Denver Botanic Gardens, è sospeso tra luce e ombra, in un equilibrio instabile ma vitale.
Il lavoro si concentra su un tempo non lineare, dove il passato continua a risuonare nel presente, aprendo a possibilità future. Pur dialogando con la serie Hope, incentrata sul seme come forma di memoria e trasformazione, quest’opera se ne distacca anche formalmente, riflettendo una fase di cambiamento in cui le certezze vacillano e nuove radici devono ancora attecchire.
Attraverso un linguaggio essenziale e iperrealista, l’opera indaga la tensione tra fragilità e resistenza. Il seme non è solo un elemento naturale, ma una presenza attiva: una soglia, un punto di passaggio, un’eco di trasformazione, tra ciò che è stato e ciò che deve ancora divenire.
- Biografia:
Laura Fantini sviluppa una ricerca visiva tra minimalismo e iperrealismo, incentrata sull’osservazione di forme naturali come metafore di memoria, resilienza e trasformazione.
Nata a Bologna, si è formata al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti della sua città. Ha vissuto e lavorato a lungo a New York, negli Stati Uniti, affinando un linguaggio fondato sul disegno e sull’osservazione precisa e attenta, sviluppando la serie Hope, incentrata sul seme come forma di memoria e di trasformazione.
La sua attività espositiva, avviata nei primi anni ’90, si è sviluppata tra Italia e contesto internazionale. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e gallerie tra cui il Museo della Permanente (Milano), la Galleria Forni (Bologna), lo Staten Island Museum (New York), il Museo Nazionale José Malhoa (Portogallo), il Queens Botanical Garden (New York) e l’Arnold Arboretum of Harvard University (Boston), dove ha tenuto la mostra personale Seeds for Tomorrow, durante il 150° anniversario dell’Istituzione.
È stata selezionata da Profilo d’Arte – Banca Profilo tra i più interessanti artisti italiani emergenti ed è stata più volte segnalata da Arte Mondadori.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Canson Paper Award for Excellence e premi dalla Colored Pencil Society of America, oltre al Jane Peterson Memorial Award e al primo premio Sylvia Glesmann al Salmagundi Club di New York.
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui l’Hunt Institute della Carnegie Mellon University, il Queens Botanical Garden e il Denver Botanic Gardens, oltre a collezioni in Europa, Stati Uniti e Giappone. È Signature/Merit Member della Colored Pencil Society of America.